Un migliaio di persone in movimento nel weekend a Lissone per due motivi ben precisi ed entrambi preziosi: la prevenzione e la pace.
Lissone in marcia per due buone cause: 350 persone per la camminata a ritmo di musica di Una vita in rosa
Un fiume rosa ha marciato per fare “rumore contro il cancro”. Domenica mattina trecentocinquanta persone hanno partecipato alla “camminata a ritmo di musica” per ricordare a tutti l’importanza della prevenzione promossa dall’associazione Una vita in rosa.
«È stata un’emozione unica vedere tanta partecipazione. Questa marcia è un modo di donare – commenta Ivana Maconi, presidente dell’associazione – anche solo attraverso la presenza stessa. Racchiude l’aiuto concreto che da otto anni trasmettiamo alle persone. La presenza di 350 persone ha confermato come tutti abbiano compreso il valore e la forza dell’aiutare il prossimo, soprattutto nel momento difficile della malattia. Una vita in rosa sottolinea il senso e il valore della prevenzione, il nostro messaggio è da sempre uno: è importante esserci per aiutarci ad aiutare».


L’onda rosa ha attraversato la città, partendo da piazza Libertà, con i saluti istituzionali di Giovanni Camarda, assessore allo sport e politiche giovanili, che da sempre è al fianco dell’associazione e delle sue attività, snodandosi verso il comune, la biblioteca per poi proseguire verso la chiesa del Sacro Cuore, la stazione ha attraversato un tratto della centrale via Matteotti, per poi tornare in piazza per gli ultimi saluti. La particolarità della marcia “silenziosa” è che i partecipanti ballano e cantano indossando delle cuffie in cui ascoltano la musica, così il “rumore” è l’essenza viva delle persone che partecipano. Come sempre a guidare la marcia Alessandro Arosio, della Dancer & Fun, da sempre grande amico dell’associazione, con Katiuscia Pedrina.
«È stata una marcia emozionante, perché negli ultimi mesi abbiamo sostenuto qualche amica– continua Ivana – nel suo percorso verso il fine vita. Questa è stata per noi la prima volta. Anche attraverso il fitness è davvero importante fare rumore contro il cancro». Come già anticipato i fondi raccolti con la camminata saranno utilizzati per le iniziative di informazione e prevenzione, come la campagna Nastro rosa in collaborazione con la Lilt per aiutare le donne.

In marcia per due buone cause: in 500 per la marcia interreligiosa di Lissone per la Pace
E circa cinquecento persone hanno partecipato alla prima marcia della pace di Lissone. Centinaia di cittadini, insieme a una ventina di associazioni hanno camminato insieme condividendo lo slogan “Io ci sono”. Un’iniziativa promossa dal Lissone per la pace insieme a diverse altre associazioni per lanciare un messaggio di condivisione e pace, per esprimersi, un momento in cui la cultura, la musica, il teatro e la lettura sono stati strumenti di resistenza e resilienza.
«Vogliamo partecipare ad “insegnare la bellezza alla gente”, come ci raccontava Peppino Impastato – raccontano gli organizzatori – per donarci un’arma buona contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. Nelle tappe lungo il nostro percorso infatti la bellezza ha preso forme concrete, diventando spazio condiviso in cui immaginare un mondo diverso e rifiutare ciò che ci viene imposto come inevitabile. La bellezza così intesa è un atto rivoluzionario, capace di rompere il silenzio e accendere le coscienze».


Un serpentone colorato con striscioni, bandiere, cartelloni, bambini, adulti, una grande partecipazione intergenerazionale, e anche interreligiosa, vista la presenza dei giovani del centro giovani islamico Aps, con Louter Najmedine che ha sottolineato come «questa marcia non solo riconcilia noi ma, è una protesta simbolica contro le armi, esprime concordia pace e giustizia. Ricordare la pace con la voce e supportarla con i fatti, questo è quel che ci muove: il dialogo, il benessere reciproco. Noi amiamo la pace odiamo il suo contrario».
Insieme ai rappresentanti della chiesa evangelica di Lissone che, con il parroco don Marco Lodovici hanno espresso i propri pensieri, proprio sul sagrato della chiesa Prepositurale condividendo la bellezza del “dialogo, della relazione e dell’amicizia”.

«Ringraziamo tutte le associazioni che hanno promosso questa manifestazione– ha ricordato Laura Borella, sindaco di Lissone presente e partecipe alla marcia – che porta tutti a delle riflessioni personali. È coinvolgente portare il messaggio della pace soprattutto in questo momento particolarmente critico, ognuno di noi cerca di dare il proprio contributo». Partito dalla biblioteca civica, il corteo ha toccato via Mariani, soffermandosi presso la sede della Famiglia artistica lissonese, ha continuato verso il giardino di Lollo, via Filzi dagli amici di associazione Stefania, il parco della Resistenza per poi tornare in piazza IV Novembre dove, in serata si è esibita la band “Ti regalerei la mia testa” con diversi brani autoprodotti proprio sul tema della pace.