Tutte le cure possibili per strapparlo al suo destino e dargli una vita dignitosa. Poi una vita, tra una visita e l’altra, ricoperto d’affetto dal suo proprietario. Charlie, un segugio tricolore serbo diventato di famiglia per il lentatese Loris Zani, è deceduto nei giorni scorsi. Era stato trovato ferito nel 2010, abbandonato nei sobborghi di Belgrado, con il corpo pieno di pallini da caccia. Il suo destino, quello di una fine ormai imminente, sembrava ormai segnato. In realtà Charlie ha scoperto che non tutti gli uomini sono cattivi. È stato avvistato da Mila, una donna.
Stava partendo per le ferie estive, ma di fronte a quel cane in pessime condizioni ha deciso di annullare tutte le prenotazioni: quel cane, il tentativo disperato di tenerlo attaccato alla vita, per lei avevano un significato molto più importante. Il calvario è facilmente intuibile. Essere nelle condizioni di quel cane è una atroce sofferenza. Lui però non si è mai arreso e Mila, che aveva deciso di adottarlo, era tenace quanto lui. Ha poi conosciuto Zani nel 2013, anch’egli particolarmente sensibile alla tematica dei cani abbandonati e maltrattati, e col tempo è diventata la sua compagna.
Lentate: la storia di Charlie, cane destinato all’abbandono adottato e curato
Per il cane Charlie una vita lentatese. Anche se spesso era più facile trovarlo altrove, tra una clinica veterinaria e l’altra, perché potesse avere tutte le cure necessarie. La sua condizione, tuttavia, è progressivamente peggiorata. Nel 2019 è rimasto paralizzato alle zampe posteriori. Di lui si è fatto carico anche la clinica neurologica Neurovet di Legnano. Sembrava l’inizio della fine, ma ancora una volta il cane ha dimostrato una vitalità sorprendente: tra le cure amorevoli del lentatese, quelle della sua compagna e i veterinari più preparati e tutt’altro che arrendevoli, è riuscito anche a riprendersi fino a recuperare una funzionalità delle gambe quasi ottimale.
Grazie a quelle operazioni era diventato la star di due comunità: quella di Bibbiano (in provincia di Reggio Emilia), dove vive la madre di Zani, e quella lentatese. Qui, compatibilmente con le sue capacità motorie, era presente quasi tutti i giorni nel parco Cenacolo, così come in quello delle Groane e della Brughiera. Ormai era conosciuto da tutti e benvoluto per il suo approccio amichevole.
Un paio di mesi fa la brutta notizia. Per Charlie, ormai diciassettenne, una malattia questa volta considerata terminale. Una veterinaria di Meda ha cercato di fare il possibile, il suo padrone altrettanto con l’aiuto di una vicina. Lunedì Charlie ha salutato tutti definitivamente lasciando un grande vuoto.