Infermieri aggrediti a Monza, l’Ugl: “Subito soluzioni strutturali per risolvere il problema”

Il sindacato Ugl Salute è intervenuto chiedendo interventi delle istituzioni dopo l'aggressione a due infermieri. Solidarietà dal leghista Corbetta
Il pronto soccorso del San Gerardo

Reazioni alla aggressione subita da due infermieri dell’ospedale San Gerardo di Monza da parte di un paziente ubriaco. Il sindacato UGL Salute parla di un caso che “riporta drammaticamente al centro dell’attenzione il tema della sicurezza negli ospedali”.

“Si tratta di un episodio gravissimo che conferma come la violenza contro gli operatori sanitari continui ad essere una vera emergenza nazionaleha dichiarato Gianluca Giuliano, segretario nazionale di UGL Salute –. Medici, infermieri e operatori socio-sanitari non possono continuare a lavorare in prima linea senza adeguate tutele. Servono ulteriori interventi immediati, presidi di sicurezza stabili e l’applicazione rigorosa delle norme esistenti, con maggiori sanzioni per chi aggredisce chi è impegnato a salvare vite”.

“Quanto accaduto al San Gerardo non è un caso isolato, ma l’ennesima dimostrazione di un sistema che non protegge chi opera quotidianamente nei pronto soccorso – ha aggiunto Marco Bianchi, segretario territoriale UGL Monza – Gli operatori sanitari meritano rispetto, sicurezza e condizioni di lavoro dignitose. Non è più accettabile che la violenza venga considerata un “rischio del mestiere””. Per questo UGL Salute chiede alle istituzioni competenti “di intervenire rapidamente con soluzioni strutturali e non più rinviabili, a tutela della sicurezza, della dignità e della salute di tutti i lavoratori della sanità”.

Infermieri aggrediti, Corbetta (Lega): “Servono espulsioni vere e rapide”

Sull’episodio è intervenuta anche la politica per voce del capogruppo della Lega in Regione, il brianzolo Alessandro Corbetta: “Piena e totale solidarietà agli infermieri del Pronto Soccorso dell’ospedale San Gerardo di Monza rimasti feriti nell’ennesima aggressione” invocando la necessità della remigrazione degli stranieri irregolari. “L’ennesimo obbligo di firma non è una risposta credibile – ha aggiunto – Servono espulsioni vere e rapide”.

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