Sette alberi storici alti quasi venti metri. Un piccolo polmone verde cresciuto per settant’anni a Desio all’angolo tra via Diaz e via Monsignor Cattaneo. I guardiani del verde ora sono spariti in una sola mattinata. Come se fosse stato un semplice gioco di prestigio riuscito anche male. Al loro posto, tronchi segati e una distesa di terra nuda. Non proprio la scenografia che i residenti sognavano per il “loro” quartiere, già non famoso per l’abbondanza di verde. La notizia è rimbalzata tra i condomini più velocemente di un alert del meteo. Di quelli che prevedono burrasca.
«Quelle piante erano cresciute con me» sospira una pensionata affacciata alla finestra, ora con vista… spianata.

Desio: alberi tagliati in via Diaz, parla l’impresa
Dietro al taglio, però, non c’è un raptus contro la vegetazione. L’impresa edile che ha acquistato la villa accanto — progetto in tasca per trasformarla in quattro appartamenti con garage — rivendica la scelta come necessaria: «Gli alberi c’erano e gli alberi torneranno. Ne pianteremo il doppio: cedri, magnolie, ginkgo… un vero giardino botanico», promette il titolare. Poi spiega: «Quegli alberi erano malati e pericolosi. E non lo diciamo noi: lo dice la perizia di un agronomo. E soprattutto abbiamo l’autorizzazione dell l’Amministrazione comunale».
Tutto vero, conferma l’assessore all’Ecologia Stefano Guidotti: «La perizia è stata fatta da due agronomi, uno dei quali del Ctu del Tribunale. Gli alberi da abbattere erano 25». Categoria D, la peggiore: praticamente il codice rosso della botanica.
L’agronomo incaricato rincara la dose: «Erano piante in parte disseccate, mal tenute, colpite dalla tromba d’aria del 2023. Sette erano alberi storici, sì, ma in condizioni compromesse. Il resto erano alberi da frutto e altre piccole piante ormai al capolinea».
Insomma, l’aria — verde o non verde — si è chiarita solo col passare delle ore. E mentre l’impresa promette un “rinascimento botanico”, gli ambientalisti lanciano l’ultima frecciatina: «Forse sarebbe più prudente che i tecnici fossero scelti direttamente dal Comune. Così, giusto per dormire sonni più verdi».