Concorezzo: la truffa del bonifico per evitare il licenziamento di un dirigente comunale

Allarme truffa a Concorezzo e negli scorsi giorni a parlare è stato lo stesso sindaco Mauro Capitanio, intervenuto in seguito all’ennesimo episodio.
Piazza comune
Piazza comune FABRIZIO RADAELLI

Allarme truffa a Concorezzo e negli scorsi giorni a parlare è stato lo stesso sindaco Mauro Capitanio, intervenuto in seguito all’ennesimo episodio.

Concorezzo: la truffa del bonifico per evitare il licenziamento di un dirigente comunale, è intervenuto il sindaco

Già due settimane fa, sui gruppi dedicati alla città sui social network, era partito l’allarme su fantomatici incaricati comunali, in quel caso addetti alla sostituzione dei bidoni della differenziata. La presenza, i modi, ma soprattutto l’assenza di bidoni avevano subito fatto scattare l’allarme sulla possibilità che i sedicenti incaricati fossero, per l’appunto, dei truffatori pronti ad infilarsi nelle abitazioni per raggiungere le porte d’ingresso delle potenziali vittime, per lo più anziani e soli. Stavolta a farne le spese è stata invece un’attività.

«Sono stati contattati da persone che si sono spacciate per il vice dirigente della ragioneria di Concorezzo – spiega il primo cittadino – dicendo che c’erano stati degli errori di accreditamento bonifici per alcuni contributi». Il sindaco ha anzitutto puntualizzato – informazione utile se dovessero ripresentarsi – che il Comune di Concorezzo non ha dirigenti e quindi neppure vice – dirigenti, e ha proseguito: queste persone «hanno aggiunto che il dipendente comunale che aveva effettuato l’errore rischiava un provvedimento sospensivo, di fatto convincendo i titolari, che in quel momento erano molto presi su attività urgenti e poco concentrati sulla chiamata, a fare un bonifico di ristoro».

Concorezzo: la truffa del bonifico per evitare il licenziamento di un dirigente comunale, le buone regole

Una truffa da manuale, da una parte approfittando dell’onestà delle vittime che per evitare un guaio a qualcun altro si sono sentite in dovere di pagare, dall’altra imponendo la fretta in modo che queste ultime non avessero tempo di ragionare sulla vicenda a mente fredda e magari fare una chiama di controllo proprio in Comune. Dove la verità sarebbe venuta subito a galla.

«Ricordatevi – ha concluso il sindaco – che il Comune non vi chiama mai per farvi fare operazioni con denaro al telefono». Così come del resto nessun carabiniere o poliziotto – come era accaduto nel recente passato – chiede denaro per atti di qualsivoglia natura. L’appello dunque è sempre le stesso, nel momento in cui c’è una richiesta di denaro, meglio interrompere la comunicazione e fare un controllo chiamando direttamente l’ente da cui proverrebbe l’ipotetica richiesta e contestualmente anche il 112.

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