Segno meno per i nuovi ingressi nel mercato del lavoro a Monza e in Brianza almeno fino al prossimo febbraio. Secondo recentissimi dati Excelsior previsti in negativo gli ingressi a dicembre 2025 (rispetto al dicembre 2024) e per il trimestre dicembre 2025 – febbraio 2026 (rispetto allo stesso trimestre di un anno fa) sia a Monza che a Lecco, con quasi l’83% allocati nei settori del turismo, commercio, servizi alla persona e logistica a Lecco e oltre il 64% nei medesimi settori a Monza. “Siamo un Paese in stagnazione che si prolungherà per tutto il 2026” dice il segretario generale della Cisl Monza Brianza Lecco Mirco Scaccabarozzi commentando la recente approvazione della Legge di Bilancio 2026.
“La riduzione del deficit al 3% del prodotto interno lordo è un esito indubbiamente importante – dice il segretario a proposito del provvedimento del Governo – che contribuisce ad abbassare lo spread e quindi il costo degli interessi sul debito, oltreché il costo del finanziamento per famiglie e imprese. Nondimeno il Pil nazionale si attesta su una crescita dello 0,5% nel 2025 ed è previsto dello 0,8% nel 2026, dunque ben al di sotto dell’area euro. Basti pensare alla Spagna, il cui Pil cresce ad una velocità pari ad almeno quattro volte la nostra”.

L’analisi della Legge di Bilancio 2026: “Impatto pressoché nullo”
“Del resto – prosegue Scaccabarozzi – se guardiamo a uno degli indici chiave della nostra economia, tra il mese di gennaio del 2023 e l’agosto del 2025, la produzione industriale riferita al comparto manifatturiero è stata negativo per trenta mesi, ad esclusione di due rimbalzi assai contenuti, con un inquietante incremento del 32,3% registrato negli ultimi otto mesi rispetto allo stesso periodo del 2024 nella produzione di armamenti e munizioni”.
Il segretario Cisl MB Lecco parla di una “manovra di entità ridotta” che “avrà un impatto macro-economico pressoché nullo” a parte quello di non aumentare il deficit, “che col nuovo
anno scenderà al 2,9% e consentirà all’Italia di uscire finalmente dalla procedura d’infrazione inflittaci dalla Ue” ricorda. Resta aperto il tema della crescita: “per noi della CISL la priorità è in particolare quella dei bassi salari, laddove nel nostro Paese la retribuzione media annua è pari a 24,8 mila euro, contro, ad esempio, i 32,5 della Spagna, e i 39,6 della Germania”.
La Cisl MB Lecco: “Aprire tavolo di confronto su salari e formazione”
Scaccabarozzi ricorda poi “altre criticità pesanti”, a partire “dalle esigue risorse nel comparto Scuola, Università e Ricerca. Sul fronte pensionistico – dice – siamo preoccupati dalla cassazione di Opzione Donna. Quanto alle politiche sociali e del lavoro, la riduzione del diritto alla NASpI anticipata rischia di penalizzare i percorsi di autoimprenditorialità dei disoccupati e le risorse dedicate alla non autosufficienza risultano lontane dai livelli di stanziamento necessari per fronteggiare i reali fabbisogni di assistenza”.
Il sindacato infine: “manifesta la sua radicale contrarietà a qualsivoglia forma di condono fiscale o edilizio, come pure al taglio dei fondi destinati ai servizi per i cittadini prestati anche in forma sussidiaria come nel caso dei CAF”. Cosa fare? “Per la Cisl occorre aprire una fase improntata a un dialogo strutturale, fondato su obiettivi condivisi e responsabilità reciproche. Per questo chiediamo con forza l’apertura di un tavolo di confronto organico su salari, formazione e produttività, previdenza e fisco, welfare e politiche sociali”.