Carate Brianza, incontro per l’asilo di via Sciesa: le perplessità dei genitori

Le rassicurazioni fornite da sindaco ed assessore alla partita non sono state sufficienti per fugare i dubbi su un possibile smantellamento progressivo del plesso
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I genitori durante uno degli incontri nelle ultoime settimane

Cresce la preoccupazione tra le famiglie dopo l’incontro, lunedì 8 giugno, con il sindaco Luca Veggian e l’assessore all’Istruzione Ian Farina dedicato al futuro della scuola di via Sciesa a Carate Brianza. Un confronto che avrebbe dovuto rassicurare i genitori ma che, secondo molti dei presenti, incontrati nei giorni successivi, ha lasciato aperti numerosi interrogativi sul destino dell’offerta pubblica per l’infanzia e per la primaria. Nelle ultime due settimane, si è aperto il dibattito sul futuro dell’asilo comunale di via Sciesa, che secondo il progetto dell’amministrazione dovrebbe lasciare spazio a una nuova biblioteca.

Via Sciesa: no al progetto per la nuova biblioteca

Per le famiglie il tema è la tenuta complessiva dei servizi pubblici. «Nessuno è contrario a una biblioteca più grande e moderna -sottolinea un genitore-. Chiediamo perché questo debba avvenire sacrificando un servizio educativo che funziona e che rappresenta un punto di riferimento per molte famiglie per il pensiero pedagogico che propone, per le maestre e il personale educativo. I nostri bambini e le nostre bambine tornano a casa felici». Molti cittadini faticano a comprendere la prospettiva di una sua chiusura. «La sensazione è che si stia progressivamente svuotando via Sciesa -commenta un’altra madre-. Prima gli spostamenti dei bambini in via Agazzi, poi il progetto della biblioteca. Stiamo parlando di servizi per l’infanzia, che riguardano bambini da zero a sei anni. Non è possibile spostarli da una scuola all’altra così. La libertà di scelta esiste se tutte le strutture vengono mantenute e valorizzate. Se un polo viene progressivamente ridimensionato, la scelta rischia di diventare solo teorica. Non stiamo difendendo un edificio. Stiamo cercando di capire quale sarà il futuro del servizio pubblico in città. La presenza di asili e scuole non è un dettaglio, ma una necessità concreta. Per questo chiediamo chiarezza prima che vengano assunte decisioni irreversibili. Durante la riunione, siamo stati definiti genitori egoisti. In realtà non parliamo solo per noi, ma per la difesa di un diritto, che è quello dell’istruzione e del servizio pubblico oltre al fatto che la scuola per i propri figli la sceglie la famiglia, non l’amministrazione comunale».

Via Sciesa: il timore di uno smantellamento progressivo

Le preoccupazioni riguardano anche la scuola primaria. Alcuni bambini, per il prossimo anno scolastico (futura prima elementare) sono stati trasferiti dalla Romagnosi alla scuola di Costa Lambro, creando difficoltà organizzative per diverse famiglie. «Ci sono bambini che abitano praticamente davanti alla Romagnosi e che si ritrovano assegnati a un’altra scuola. È difficile comprendere la logica di queste scelte» hanno aggiunto.