Muggiò: resta alta la tensione all’Istituto King dopo lo sciopero

Scontro frontale all'istituto King di Muggiò: i docenti replicano alla dirigente. Scongiurata una nuova manifestazione.
Scuola sciopero King Muggiò
Scuola sciopero King Muggiò

«Il dissenso non è una gogna. Chiediamo che siano verificati fatti, atti e responsabilità». Ormai è scontro frontale. Così i docenti del Martin Luther King di Muggiò rispondono alla nota che la preside Caterina Mirasolo ha divulgato a mezzo stampa nei giorni successivi alla manifestazione di giovedì scorso, in cui la dirigente scolastica aveva espresso «profonda amarezza e forte preoccupazione», parlando di «violenta campagna denigratoria» nei suoi confronti, «lasciata sola a subire un’ingiusta e spietata gogna mediatica a sola tutela del buon nome dell’I.I.S. “Martin Luther King” di Muggiò».

Secondo la preside, infatti, «la protesta degli studenti non può in alcun modo essere definita “pacifica” quando la Dirigente si è trovata bersaglio diretto di cori d’ingiuria (“Vergogna! Vergogna!”) e intimidazioni aggressive (“Preside scendi se hai coraggio!”), venendo ingiustamente colpevolizzata e fatta oggetto di un’aggressione verbale del tutto incompatibile con il rispetto umano e civile».

Muggiò: resta alta la tensione all’Istituto King dopo lo sciopero, scongiurata un’altra manifestazione

Per tutta risposta studenti e genitori sono stati tentati dall’indire un’altra manifestazione, scongiurata soltanto per l’assemblea sindacale del corpo docente, che giovedì 24 settembre si è riunito per replicare alla preside «che – scrivono gli insegnanti – rivolge ai docenti e al personale accuse gravi e arbitrarie». I docenti partono da una premessa: mai è venuta meno la loro lealtà professionale «sostenendo la nuova Dirigenza senza alcun pregiudizio e scegliendo di non dare credito alle notizie provenienti dalle scuole mantovane in cui aveva lavorato in precedenza», chiedendosi come sarebbe andata avanti altrimenti la scuola di via Allende, a fronte di «almeno 7 viaggi di istruzione e/o missioni istituzionali (Uruguay, Strasburgo, Roma, Aix-en-Provence, Venezia, Malta), per oltre 35 giorni fuori sede», a cui la preside lo scorso anno ha preso parte. Da marzo, invece, i rapporti si sarebbero deteriorati rapidamente, coinvolgendo docenti, personale ATA e DSGA.

«Perfino lo staff ha faticato a ottenere incontri con la Dirigente. Non chiediamo di essere creduti sulla parola, ma che i fatti siano verificati. La protesta non è una gogna. La libertà di critica non è un’aggressione personale».

Muggiò: resta alta la tensione all’Istituto King dopo lo sciopero, l’avvicendamento tra docenti

Nel merito degli avvicendamenti tra docenti, poi, il problema non è nel numero di insegnanti coinvolti: «È vero che i docenti spostati “de imperio” sono “soltanto” cinque o sei, non i “7/8 per classe” citati dagli studenti durante la manifestazione: il problema sono i percorsi toccati, le professionalità sostituite e gli effetti sulla continuità didattica, soprattutto in percorsi nuovi e con specifiche progettualità come il Liceo del Made in Italy e l’AFM-RIM quadriennale». I docenti assegnati d’ufficio ai nuovi percorsi sperimentali una settimana prima dell’inizio delle lezioni, infatti, non hanno avuto modo di prepararsi: «Parlare di “privilegi” e “feudi di cattedra” è grave e lesivo della dignità dell’intero Collegio dei docenti».

Inoltre, la Dirigente non avrebbe ancora firmato la contrattazione integrativa che remunera i progetti dello scorso anno, nonostante le richieste sindacali: andava chiusa entro il 30 novembre 2025 ed è in ritardo di circa dieci mesi. «Non siamo contro l’Istituto – concludono i docenti – ma ne siamo parte integrante, insieme agli studenti, alle famiglie e alla dirigente stessa. E proprio perché ne facciamo parte non intendiamo assistere in silenzio a un progressivo deterioramento delle relazioni professionali, con un rischio di ricaduta sulla qualità didattica-organizzativa».

L'autore

Classe 1979, sono giornalista e scrittore. Al Cittadino dal 1998, mi occupo di politica, amministrativa ed economia. I miei romanzi sono stati pubblicati da Acar Edizioni: L’ultimo confidente (2015), Il cartello dei Balcani (2017), Il cacciatore di narcos (2019).