Ventun anni di reclusione oltre a 3 anni di libertà vigilata e interdizione perpetua dai pubblici uffici: una condanna più elevata di quanto richiesto dalla Procura per Stella Boggio, la 34enne che nella notte tra il 6 e il 7 gennaio dello scorso anno, a Bovisio Masciago, uccise il compagno 38enne Marco Magagna con una coltellata al cuore durante un litigio.
Mentre la Procura con il pubblico ministero Alessio Rinaldi aveva chiesto 14 anni sostenendo la tesi dell’omicidio commesso con “dolo eventuale” con la concessione delle attenuanti generiche prevalenti sull’aggravante della relazione affettiva con la vittima, i giudici della Corte d’Assise di Monza, presidente Stefania Donadeo, hanno invece ritenuto le attenuanti soltanto equivalenti.
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La Corte monzese ha anche riconosciuto circa 600mila euro di risarcimento provvisionale a favore dei familiari della vittima. La sentenza non ha escluso la potestà genitoriale della donna, madre di un bambino di 9 anni.
Boggio, ora agli arresti domiciliari, ha sempre detto che, la notte della tragedia, il compagno l’avrebbe schiaffeggiata spingendola a terra in cucina, e che non riusciva a lasciare il locale in quanto c’era l’uscita ostruita. Per i legali della donna, che puntavano alla assoluzione e hanno annunciato Appello, si sarebbe trattato di legittima difesa. La Procura aveva definito la relazione tra Magagna e Boggio “tossica e con forti tensioni” e caratterizzata da “aggressività e abuso di alcol”.