Arcoresi in Egitto, i danni dopo la cancellazione dei voli: «Senza informazioni e assistenza»

C'erano anche due arcoresi all'aeroporto di Sharm el Sheik quando la Grecia ha chiuso lo spazio aereo per un guasto tecnico delle comunicazioni.
MALPENSA AEROPORTO
MALPENSA AEROPORTO

Passato qualche giorno, il disappunto e i disagi hanno lasciato spazio alle richieste di rimborso e danni. C’erano anchedue arcoresi all’aeroporto di Sharm el Sheik quando la Grecia ha chiuso lo spazio aereo per un guasto tecnico delle comunicazioni. La decisione ha avuto un effetto a cascata sull’Egitto e sui circa 600 italiani che il4 gennaio sarebbero dovuti tornare in Italia dopo un periodo di vacanza a cavallo di capodanno.

Arcoresi in Egitto, i danni dopo la cancellazione dei voli: organizzati con un piano B per tornare a casa

E invece no. Lo racconta Massimo Vitali, osteopata con studio in città e dirigente sportivo, in viaggio con la moglie Rosa Raimondi e un’altra famiglia. Solo una volta in aeroporto hanno scoperto che non sarebbero atterrati alle 15 a Malpensa. Iniziando quindi a pensare a un piano B.

«È stata un’esperienza sconcertante – ha raccontato – Ci siamo ritrovati come in ostaggio, senza informazioni e assistenza. Eravamo in viaggio con Easyjet: è decollato il volo delle 12, quelli delle 14 e delle 20 sono stati cancellati. Alcuni di noi hanno ricevuto via app sul telefono la notifica della cancellazione del volo e almeno così abbiamo potuto sapere qualcosa».

La situazione non si è presentata facile da subito: a vacanze finite, per gli arcoresi c’era la necessità di tornare a casa per questioni lavorative.

«Ma le direttive della compagnia, tra cancellazioni e la trafila di prenotazione di nuovo volo e hotel, ci avevano paventato l’ipotesi di non riuscire a ripartire addirittura prima dell’8 o il 10 gennaio, insomma persone che abbiamo conosciuto potrebbero essere ancora là. È per questo che ci siamo mossi per organizzarci diversamente, per fortuna abbiamo viaggiato con un’agenzia e abbiamo potuto cercare un’alternativa autonoma».

Arcoresi in Egitto, i danni dopo la cancellazione dei voli: un giorno di lavoro perso, disagi e amarezza

Che si è tradotta in un volo con un’altra compagnia il 5 gennaio con arrivo a Roma e trasferimento in treno a Milano. E infine in Brianza in tarda serata, ma con un giorno di lavoro già perso.
Ed è stato allora che la compagnia EasyJet ha fatto sapere via mail della disponibilità di un volo alle 21 del 6 gennaio.

«Anche con in mano la nuova prenotazione dell’hotel per domenica sera, abbiamo avuto difficoltà a lasciare l’aeroporto: le autorità egiziane avevano bisogno di informazioni da parte della compagnia per lasciarci andare in albergo, ma non c’era nessuno. Per fortuna siamo riusciti a chiarire in tempi abbastanza brevi», conclude amareggiato l’arcorese.

L’emergenza per tutti si è conclusa nella giornata del 7 gennaio: «Con un volo Neos decollato alle 00.45 e un volo Easyjet in decollo alle 18:30 di oggi si conclude in Egitto l’emergenza consolare determinata nei giorni scorsi dalle cancellazioni di voli da Sharm el-Sheikh per Milano e Napoli – spiega una nota del ministero – La Farnesina e l’Ambasciata d’Italia a Il Cairo hanno gestito le esigenze di alcune centinaia di connazionali, anche rendendo disponibili altre opportunità di rientro in Italia e facilitando le procedure di uscita dall’Egitto. Ad oggi tutti gli italiani rimasti bloccati sono potuti rientrare in Italia, salvo una dozzina di turisti che hanno deciso di prolungare volontariamente la permanenza in Egitto. Permane ancora qualche disservizio sui collegamenti aerei, per cui si proseguirà a garantire ogni possibile assistenza consolare ai connazionali coinvolti, favorendo la possibilità di un loro rientro quanto prima possibile, anche attraverso contatti diretti con le compagnie aeree».

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