Depositato l’atto di impugnazione della condanna: il diciannovenne monzese condannato a 20 anni di reclusione per il tentato di omicidio e la rapina di 50 euro in corso Como nell’ottobre 2025 ricorre in Appello. Lo si apprende da fonti di agenzia. Alla fine di agosto al monzese era stata respinta la richiesta di arresti domiciliari, nel mese di maggio era stato condannato in primo grado a vent’anni contro i 12 richiesti dalla accusa e pena massima prevista col rito abbreviato per l’aggressione allo studente Davide Cavallo di 22 anni.
Aggressione di corso Como: il monzese condannato ricorre in Appello, di recente respinti i domiciliari
Il monzese aveva agito in gruppo ma è colui che sferrò la coltellata contro Cavallo, rimasto ferito e con rischi seri di invalidità. Era anche stato preso a pugni.
La difesa, secondo quanto si apprende, spiega che dovrebbe cadere l’accusa di rapina, perché a carico di altri, mentre l’imputazione di tentato omicidio deve essere riqualificata in lesioni, perché non aveva l’obiettivo di uccidere. In più dovrebbe essere considerato il percorso di giustizia riparativa intrapreso.
Il giudice aveva motivato il no agli arresti domiciliari con lo “spaccato di agghiacciante disumanità” nelle azioni del monzese. Con lui anche un amico diciottenne, che dopo i fatti aveva raccontato di essere rimasto lontano dalla scena della aggressione e di non sapere che l’amico avesse un coltello, assolto dalla accusa di rapina e condannato a 10 mesi e 20 giorni per omissione di soccorso e scarcerato.
Aggressione di corso Como: il perdono della vittima, le offese e l’esposto del Codacons
La vittima aveva perdonato i suoi assalitori. Agli atti del processo aveva portato una lettera scritta di suo pugno e in più occasioni prima e dopo la sentenza ha incontrato gli aggressori, parlando con loro. Proprio dopo un incontro recente, nell’ambito della giustizia riparativa, è stato oggetto di feroci critiche e offese online per il suo comportamento, tanto da spingere il Codacons a presentare un esposto.