“Sofia era un concentrato di grazia, una ragazza delicata come poche”. Così, a Nova Milanese, ricordano Sofia Jumana Amamri la sua maestra della primaria Barbara Cirnigliaro e il suo insegnante di italiano della secondaria di primo grado Antonello D’Angiolillo. Sofia avrebbe compiuto 14 anni a settembre. Sabato 4 aprile l’ultimo saluto, a distanza di due anni dalla diagnosi di un male contro il quale mini-Sofy, come veniva chiamata affettuosamente, ha cercato di combattere con grande forza, dignità e sempre con il sorriso. Grazie all’amore della mamma Cristina, della nonna, degli zii e dei tanti amici che aveva intorno a sé. Tra questi anche gli insegnanti con alcuni dei quali aveva intrecciato rapporti davvero speciali, come la maestra Barbara che l’ha seguita per i cinque anni della primaria.

Nova Milanese piange la 13enne Sofia Jumana Amamri
“Io sono piena di ricordi legati a Sofia perché l’ho conosciuta che era una bimba e l’ho lasciata che era una piccola donna – ha ricordato Barbara Cirnigliaro – Sofia aveva una grande capacità di tradurre in musica, in parole tutti i suoi sentimenti, aveva grandi doti artistiche e una grande capacità di osservare: Era un essere “delicato”, dotata di una grande sensibilità che metteva al servizio degli altri. Io sono grata di averla conosciuta e che mi abbia permesso di entrare a far parte della sua vita. In quarta elementare mi ha chiesto di farle da madrina dopo che aveva deciso di essere battezzata, e io di questo sono stata felicissima”.
La foto profilo del contatto di Barbara Cirnigliaro è un disegno, lo aveva realizzato Sofia. “Credo che non lo cambierò mai” ha concluso Barbara Cirnigliaro. “Sofia aveva davvero una straordinaria inclinazione artistica – ha ricordato il professore D’Angiolillo, era contenta di venire a scuola, non vedeva l’ora di iniziare il suo percorso al Liceo artistico al quale si era iscritta. Ricordo che le brillavano gli occhi di ritorno dall’open day”.
Nova Milanese, il ricordo dei suoi insegnanti: “Era un concentrato di grazia e delicatezza”
Sofia era una piccola artista completa, brava nel disegno, appassionata di musica, aveva studiato l’ukulele e poi la chitarra, ma era anche una poetessa, brava nel trasformare le emozioni in parole. Una sua poesia aveva vinto l’edizione 2023 del Concorso promosso dall’Associazione Amici di Margit. Scriveva “Il tempo della vita”: “Ieri ero/ una giovane foglia/ di un grande albero/. Ieri ero/ una piccola perla/ di un immenso oceano./Ieri ero/ una stella speciale/ che brilla nel cielo/. Oggi sono/ un fulmine libero/ che corre sulle nuvole/.Oggi sono/ la neve candida/che ti bagna il naso/. Oggi sono/ il vento delicato/che ti sfiora ai capelli/. Domani sarò/il fuoco ardente che ti scalda l’anima/. Domani sarò io”.
“Sofia non si è mai lamentata. A tutti noi – hanno concluso i suoi insegnanti – lascia un grande insegnamento: che la vita va accolta così come arriva con anche con i suoi lati oscuri”.