Seregno, la visita dei ragazzi di Betlemme apre una nuova prospettiva: nascerà un Csi in Palestina?

Il progetto è stato delineato, in occasione di un torneo di calcio con gli oratori locali, da Massimo Achini, presidente del Csi Milano. Il gruppo tornerà a casa sabato 27 giugno
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I ragazzi di Betlemme con le autorità intervenute e gli organizzatori

Un seme di pace, destinato a produrre, se tutto filasse per il verso giusto, un risultato inaspettato e per certi versi clamoroso. È quello gettato domenica 21 giugno dalla “Friends Without Borders Cup”, torneo di calcio giovanile, che allo stadio Ferruccio di Seregno ha visto in campo quattro formazioni, composte da atleti nati tra il 2014 ed il 2016. L’appuntamento ha costituito il momento saliente dell’iniziativa di solidarietà promossa dalla Polisportiva San Giovanni Paolo II e dalla Onlus Oasi di Pace, che sta consentendo a dodici ragazzi di Betlemme di trascorrere in città una decina di giorni, con pernottamento alla Casa Tabor di via don Gnocchi, prima del ritorno a casa, previsto sabato 27 giugno.

Betlemme: le opinioni di Achini e Villa

«Dal nostro punto di vista -ha spiegato nella circostanza Massimo Achini, presidente milanese del Csi, il Centro sportivo italiano- questa è un’esperienza estremamente positiva. Complimenti alla Onlus Oasi di Pace ed alla Polisportiva San Giovanni Paolo II per averla voluta. Tutto è davvero molto bello, anche se la realtà nasconde una fatica immane a livello organizzativo». Ecco quindi l’approfondimento: «Dietro al percorso c’è un grande sogno. Ora con l’aiuto della Onlus Oasi di Pace e della Polisportiva San Giovanni Paolo II, vogliamo aprire un Csi in Palestina. Non è un impegno solo sulla carta: stiamo già ragionando sulla data di un possibile viaggio esplorativo, tra settembre ed ottobre. Questo è lo sport che vuole il Csi. Contiamo inoltre di far nascere a livello nazionale un’esperienza sportiva che possa accogliere ogni anno ragazzi palestinesi. Si tratta di un progetto complicato, ma meraviglioso». Il Csi è del resto presente, oltre che in Italia, in una dozzina di nazioni straniere, in qualche caso alle prese con situazioni interne complicate. Alla manifestazione allo stadio Ferruccio è intervenuto tra gli altri anche Francis Kammogne, presidente del Csi Camerun. «I bambini sono un bel gruppo -si è accodato Marco Villa, presidente della Polisportiva San Giovanni Paolo IIe si stanno divertendo. Arrivano da un’esperienza di vita difficile. La guerra ha fatto venire meno il turismo in Palestina e tutto l’indotto che generava. Questo ha peggiorato le condizioni generali e chi sta un pochino meglio a volte ne approfitta».

Betlemme: il torneo si è concluso senza vincitori

La particolarità del torneo ha portato gli organizzatori a non designare alcun vincitore ed a premiare tutte le formazioni allo stesso modo. Applausi sono andati alle compagini della Polisportiva San Giovanni Paolo II, degli oratori di San Rocco e Santa Valeria e dei Friends Without Borders, che allineava i giovani arrivati dalla Palestina. Premi sono toccati inoltre a Gabriele Maurino del San Rocco, miglior marcatore, Filippo Brambilla della Polisportiva San Giovanni Paolo II, miglior portiere, e Yamen Tarabiya dei Friends Without Borders, miglior giocatore in assoluto. «Continueremo a proporre e sostenere progetti di sport, pace ed educazione» ha chiosato il vicesindaco William Viganò.

L'autore

Seregnese, classe 1973, lavoro a “Il Cittadino di Monza e Brianza” dal 1998 e mi occupo dei paesi della Brianza Nord. Presidente del Circolo culturale San Giuseppe di Seregno tra il 2013 ed il 2019, ho curato in prima persona o partecipato alla stesura di più di una ventina di pubblicazioni, tutte riguardanti storie o personaggi della città in cui sono cresciuto e vivo.