Chiesa gremita giovedì pomeriggio (6 agosto), nonostante il caldo torrido e il periodo di vacanze, per l’ultimo saluto a don Mario Ferrario, sacerdote della Comunità Pastorale San Grato di Nova Milanese, morto martedì scorso all’età di 84 anni.
Ai parrocchiani novesi si sono uniti quelli di Concorezzo, Brugherio e Montesolaro, dove il sacerdote aveva svolto il suo servizio dopo l’ordinazione avvenuta sessanta anni fa, il 28 giugno del 1966, ad opera del cardinale Giovanni Colombo.

La bara adagiata a terra, in segno di semplicità, e il vangelo aperto su di essa. A celebrare le esequie il vescovo monsignore Luca Raimondi con don Luigi Caimi, parroco della Comunità di Nova Milanese. Sull’altare anche altri sacerdoti delle altre parrocchie presso le quali don Mario Ferrario aveva prestato servizio.
«Ha unito la gentilezza del tratto alla chiarezza delle posizioni, dei giudizi, delle scelte, proposte con convinzione e fermezza», ha scritto in un messaggio l’arcivescovo monsignor Mario Delpini, assente perché impegnato in un viaggio in Brasile. «Ha unito alla presenza fedele nelle parrocchie che ha servito – prosegue il messaggio di Delpini -, la curiosità di conoscere, di viaggiare, di vedere. Ha unito la convinzione nel professare la fede e nell’annunciare la Parola di Dio, all’ascolto del tempo e delle persone».

A don Luigi Caimi, parroco di Nova Milanese, il compito di tratteggiare la figura di don Mario Ferrario durante l’omelia: «Don Mario è stato un prete ed un cristiano esigente. Ha sempre sottolineato l’importanza della centralità di Dio nella Chiesa e nel mondo, un mondo nel quale la Chiesa non è più centrale, per questo chiedeva una fede di convinzione, non di tradizione».
Non poteva mancare il ringraziamento dei parrocchiani della Beata Vergine Assunta, che hanno voluto ricordare gli sforzi compiuti da don Mario Ferrario perché la comunità potesse crescere, anche «tralasciando, a volte, le vecchie tradizioni»: dalla sistemazione del nuovo bar all’ampliamento della cucina, dall’organizzazione dei gruppi per il funzionamento della chiesa e dell’oratorio agli incontri di catechesi durante i quali non potevano mancare i riferimenti alla Terrasanta, dove il sacerdote aveva effettuato numerosi viaggi. E poi, ancora: gli indimenticabili presepi fuori dagli schemi tradizionali, ma con un messaggio chiaro e mirato perché il senso del Natale entrasse a far parte della vita ogni giorno.

«L’abbiamo conosciuta come una persona decisa – hanno ricordato i parrocchiani della Beata Vergine Assunta -, sempre pronta a dare il suo contributo nei lavori che si stavano effettuando, mai ferma, infaticabile, di poche parole e tanti fatti, ora siamo qui per Lei per salutarla, certi che proteggerà da lassù».
Testimonianza di stima e di affetto per un sacerdote che ha dedicato la vita al Signore e alla sua gente. Don Mario Ferrario è stato sepolto nel cimitero di Montesolaro dove era parroco per dieci anni e dove sono sepolti anche i suoi genitori.