Briosco, l’iter per la nuova Cer entra nel vivo: sala consiliare gremita per la presentazione

La serata è servita per illustrare finalità e benefici del progetto, che mira a coinvolgere il maggior numero di soci privati, indicati come i veri protagonisti del percorso
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Il sindaco Verbicaro con i relatori della serata

Sala consiliare gremita di cittadini per l’assemblea pubblica dedicata al progetto della comunità energetica rinnovabile (Cer) di Briosco di mercoledì 10 giugno. «Nel recepire la direttiva europea del 2021, abbiamo capito che qualcosa dovevamo fare anche nel nostro paese», ha commentato il sindaco Antonio Verbicaro aprendo l’assemblea. A spiegare ai brioschesi il funzionamento della comunità è stato Roberto Gregori, direttore di Cer in Rete: «Una Cer è un’associazione non riconosciuta, come potrebbe essere una bocciofila o un coro parrocchiale, totalmente gratuita e da cui si può uscire in qualsiasi momento. I privati cittadini e le aziende che ne fanno parte condividono l’energia rinnovabile prodotta sul territorio attraverso la rete elettrica».

Nuova Cer: un progetto che non vuole escludere nessuno

Più energia viene prodotta localmente, minore è la dipendenza dalle forniture esterne. La comunità si basa sulla differenza dei comportamenti: l’energia condivisa tra i membri genera un beneficio per tutti, favorendo una maggiore autonomia energetica del territorio. Nella Cer è necessario trovare un equilibrio tra coloro che producono energia, perché provvisti di impianto fotovoltaico o di altre fonti rinnovabili, e coloro che la consumano, anche loro fondamentali nel ciclo di vita della comunità: «Tutti devono beneficiare della transizione energetica, se si lavora insieme si può aiutare chi per qualsiasi motivo non può produrre energia, ad esempio chi vive nel centro storico e non può installare i pannelli». L’obiettivo, ha spiegato Gregori, è favorire l’autoconsumo, l’aiuto reciproco e una maggiore consapevolezza del proprio fabbisogno energetico, ottenendo «un risultato positivo, ambientale ed economico».

Nuova Cer: i soci i veri protagonisti della proposta

Un beneficio che non riguarderebbe soltanto cittadini e imprese, ma contribuirebbe anche a ridurre la dipendenza energetica complessiva del Paese. Per questo lo stato riconosce incentivi sull’energia condivisa all’interno della comunità, che possono arrivare fino a circa 13 centesimi per chilowattora (kWh). È la comunità stessa a decidere come impiegare le risorse ottenute, distribuendole tra i soci o destinandole a progetti di interesse collettivo. Nei prossimi passaggi il Consiglio comunale, attraverso una delibera, autorizzerà la costituzione della Cer e approverà un regolamento volto a garantire a tutti gli iscritti gli stessi diritti e vantaggi. «Il Comune promuove e sostiene la nascita della comunità, ma non ne è proprietario: i proprietari sono i soci. La Cer è un’associazione che non fa debiti e consente a tutti di partecipare ai bandi e accedere alle agevolazioni per realizzare il proprio impianto, dimensionato sul proprio fabbisogno», perché lo scopo, ha chiarito Gregori, è non comprare energia ma produrla e condividerla sul territorio. L’iscrizione alla Cer è aperta a tutti, privati e aziende, e avviene gratuitamente tramite il sito Cerinrete.it, presentando la bolletta e il numero Pod.