A 80 anni dalla morte a Desio di Achille Grandi, fondatore delle Acli

Lunedì 28 settembre sono passati ottant’anni dalla morte, a Desio, nel 1946 di Achille Grandi.
Lizzardi Grandi Di Vittorio sindacati 1945 - foto Wikipedia
Lizzardi Grandi Di Vittorio sindacati 1945 – foto Wikipedia

Aveva appena chiuso i lavori dell’Assemblea costituente dopo la fine del regime fascista, aveva in passato messo le basi del movimento sindacale cattolico, aveva creato le Acli, era stato fautore e protagonista della nascita di un sindacato unitario che raccogliesse tutte le voci del mondo dei lavoratori. Ed era partito da Como, prima, ma in realtà da Monza, dove era arrivato appena trentenne.

A 80 anni dalla morte a Desio di Achille Grandi, scrisse anche per il Cittadino

Un protagonista del mondo cattolico e dell’impegno per il lavoro, Achille Grandi: lunedì 28 settembre sono passati ottant’anni dalla sua morte, a Desio, nel 1946: aveva allora da poco compiuto 63 anni ed era stato un protagonista della nascita della Repubblica italiana, nelle fila della Democrazia cristiana. A Desio il sindaco Carlo Moscatelli ha deposto un fiore nella via in città a lui intitolata.

“La Cisl e le Acli milanesi nel trentesimo anniversario della scomparsa di Achille Grandi hanno voluto commemorare la figura e l’opera del grande sindacalista che fu firmatario del patto di unificazione sindacale e primo presidente nazionale delle Acli con una manifestazione che si terrà a Monza sabato 25 settembre” scrisse nel 1976 il Cittadino, il giornale per cui aveva firmato articoli a partire dagli anni Venti, all’epoca della direzione del coraggioso don Pietro Bosisio, in anni difficili, difficilissimi per il contesto sociale.

A 80 anni dalla morte a Desio di Achille Grandi, la vita

“Trent’anni fa, il 28 settembre 1946, moriva, a Desio, Achille Grandi, firmatario del Patto di unità sindacale a nome della componente cristiana e primo presidente nazionaledelle Acli. La militanza nel movimento operaio, il coerente impegno democratico e antifascista, l’azione per l’unità sindacale hanno in lui trovato alimento e verifica costante in una fede cristiana vissuta con coerenza e senza chiusure ne settarismi. Con la sua testimonianza Achille Grandi ha aperto un solco nel quale hanno potuto svilupparsi in questi trent’anni incisive esperienze di presenza organizzata dei lavoratori cristiani”.
Figlio di operai, a 11 anni la povertà della famiglia lo aveva spinto precocemente al lavoro e aveva imparato il mestiere del tipografo, ricordò allora il Cittadino. Un lavoro che riprenderà negli anni bui del fascismo, quando, dopo essere stato dal ’19 al ’26 deputato, direttore di giornali, segretario della Confederazione sindacale cattolica, Grandi lascerà la vita pubblica e si ritirerà, senza cedere a compromessi, in volontario esilio. Tornerà in prima fila una volta caduto il fascismo. Grandi fu tra i pochi deputati del Partito popolare che, nel 1922, non votarono a favore del primo governo Mussolini.

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