La rinuncia alla nuova mensa scolastica finanziata con fondi Pnrr è tornata lunedì 16 marzo al centro del Consiglio comunale di Besana in Brianza, dove l’opposizione ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sulle conseguenze della decisione e sulle prospettive future del servizio. Prima di affrontare il tema, il Consiglio ha approvato all’unanimità la relazione illustrata dall’assessore Alcide Riva sulla modalità di gestione del servizio di ristorazione scolastica. Il documento rappresenta il primo passaggio necessario per avviare la nuova gara d’appalto per la mensa. La procedura sarà gestita dalla stazione unica appaltante della provincia di Monza e Brianza e l’affidamento avrà una durata di due anni scolastici, dal 2026 al 2028, con possibilità di rinnovo per altri due anni. L’obiettivo è arrivare a settembre con il nuovo gestore del servizio.
Mensa scolastica: decisivo in negativo il contenzioso con l’appaltatore
Successivamente il Consiglio ha esaminato l’interrogazione presentata dai gruppi di opposizione sulla rinuncia al progetto della nuova mensa scolastica destinata all’istituto comprensivo Giovanni XXIII, che avrebbe dovuto servire gli alunni delle scuole Don Gnocchi e Aldo Moro grazie a un finanziamento Pnrr da 1,1 milioni di euro. Come ricordato dalla consigliera Susanna Citterio, l’amministrazione ha deciso di non proseguire con l’intervento dopo lo scorrimento infruttuoso della graduatoria della gara. In seguito all’aggiudicazione erano emerse contestazioni con l’impresa incaricata e il Comune ha disposto la risoluzione del contratto per grave inadempimento e ritardo. La vicenda è sfociata in un contenzioso legale, con richiesta di risarcimento danni. Nella risposta l’amministrazione ha spiegato che nel tempo sono state valutate diverse ipotesi per la collocazione della mensa e che i tempi del progetto si sono sovrapposti a quelli della nuova gara per la gestione del servizio di ristorazione scolastica.