«A chi, fino a poche settimane fa, mi domandava cosa avrebbe potuto fare per noi, dicevo di tornare qui come pellegrini. Adesso però non c’è più nessuno. Gli ultimi pellegrini, un gruppo di spagnoli, sono scappati attraverso l’Egitto, in coincidenza con lo scoppio della guerra. Chiedo la preghiera, chiedo a voi italiani di non lasciarci soli». Padre Ibrahim Faltas, francescano egiziano, direttore delle diciotto scuole della custodia della Terra Santa, ha concluso così lunedì 16 marzo la lunga testimonianza in videoconferenza, promossa dall’amministrazione comunale e dalla comunità pastorale San Giovanni Paolo II di Seregno, che in sala Gandini ha permesso ai presenti di ascoltare il racconto del momento che vivono Gerusalemme e la Palestina in particolare, martoriate dagli accadimenti bellici che ormai non interessano più la sola striscia di Gaza. «Quando con altri primi cittadini sono stato appena un mese fa in Terra Santa -ha spiegato in apertura il sindaco Alberto Rossi-, padre Ibrahim ci ha sollecitati a tornare, perché il territorio era sicuro. In un mese tuttavia è cambiato tutto».
Terra Santa: la testimonianza del religioso francescano
Il religioso è quindi andato al dunque della sua analisi: «Come sto? Stiamo tutti male. Non avrei mai immaginato di vivere momenti così difficili. Siamo in guerra da due anni e mezzo, con tante persone morte e tante che muoiono ancora. Gaza ormai è dimenticata, non ne parla più nessuno. Chi lavorava in Israele oggi non può più farlo: si tratta di 270mila persone. Ieri è stata uccisa una famiglia al completo. La guerra è dell’intero Medio Oriente». L’approfondimento ha fotografato la gravità dello status quo: «Per la prima volta, il Santo Sepolcro è stato chiuso per tre domeniche di fila in quaresima. Ancora non sappiamo se potremo celebrare le funzioni della settimana santa e con quale modalità. Ma questo vale anche per i musulmani. Nel giorno più importante del ramadan, la moschea è rimasta chiusa. In Cisgiordania, la scuola porta avanti l’attività solo online. I cristiani sono disperati e stanno andando via. In una notte sono caduti anche sessanta missili: così la gente non riesce a dormire, ad uscire, a mangiare insieme. Nella Città Vecchia, non ci sono case con i rifugi, non ci sono case sicure. E dei bambini cosa diciamo? Chi oggi ha sette o otto anni, ha visto prima la pandemia e poi la guerra: come viene vissuta questa situazione? Noi cerchiamo di essere loro vicini: non bisogna mai perdere la speranza».
Terra Santa: bambini da Betlemme ospiti a Seregno in estate
In chiusura, Adriana Sigilli, operatrice italiana che è cittadina onoraria di Betlemme, ha annunciato che tra il 18 ed il 28 giugno, guerra permettendo, un gruppo di bambini di Betlemme sarà ospite a Seregno: «L’iniziativa è degli oratori e della Polisportiva San Giovanni Paolo II. I bambini potranno esprimere la loro gioia di vivere». L’esperienza ricalcherà quella, promossa sempre dalla Polisportiva San Giovanni Paolo II, andata in scena nel 2023.