Seregno, Auto Amica traccia il bilancio del 2025: occorrono più mezzi e volontari

Il report dell'attività è stato ufficializzato in un momento triste, per la scomparsa di Antonio Pozzoli, a lungo motore dell'associazione con sede in città
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Antonio Pozzoli, primo a sinistra, nel 2023, alla celebrazione del ventennale di attività

«Il 2025 è stato un anno in cui le richieste sono cresciute ed in cui siamo riusciti mediamente a rispondere positivamente alle domande in una misura tra l’80 e l’85 per cento. Si tratta di un risulto egregio, ma vogliamo lavorare per soddisfare anche quelle richieste che fin qui sono rimaste inevase». In un momento triste per l’associazione, che sabato 31 gennaio, nel santuario di Santa Valeria, ha salutato Antonio Pozzoli, uno dei fondatori ed a lungo motore instancabile dell’attività, spentosi ad 81 anni, Giancarlo Manzotti, presidente di Auto Amica, realtà che ha sede a Seregno, in via cardinale Minoretti, nata per trasportare ad ospedali o centri di cura nella zona persone con più di 60 anni, per visite o terapie, inquadra così il bilancio negli ultimi mesi.

Auto Amica: un nuovo veicolo ha integrato il parco mezzi

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Giancarlo Manzotti, al centro, in sede con alcuni collaboratori

Un bilancio lusinghiero, che ha registrato per quanto riguarda la sede locale 5mila 300 corse tradizionali e 4mila 700 trasporti per portatori di disabilità, per un totale di 205mila 554 chilometri. A questi, si sommano le 5mila 100 uscite tradizionali e le 6mila 300 corse per disabili a Desio, con 246mila 612 chilometri coperti, ed i 169 trasporti tradizionali a Cabiate, al debutto, per un totale di 5mila 584 chilometri. «Accontentare tutti è difficile -conferma Manzotti-. Contiamo su trentadue veicoli, uno dei quali appena arrivato. Sei di questi sono riservati al servizio tradizionale, per il quale siamo nati. Ne occorrerebbe un altro. A metà anno scadrà la convenzione che abbiamo sottoscritto con il comune di Seregno e, nell’ambito del suo rinnovo, vedremo se ci sarà un margine per intervenire».

Auto Amica: il problema dell’età media dei volontari

Il presidente sposta quindi il suo focus sull’organico dei volontari: «La difficoltà qui è data dall’età media, che è sempre più alta. A Seregno siamo poco più di cento e c’è stato un positivo ricambio generazionale, mentre a Desio siamo passati purtroppo da ottanta a quarantacinque. L’esperienza di Cabiate è invece partita bene ed abbiamo una ventina di volontari. È ovvio, però, che ci occorra qualche mano in più, anche perché le caratteristiche del servizio sono cambiate». Ecco come: «Oggi gli ospedali più vicini faticano a rispondere alle esigenze per visite e terapie. Molti, anziché aspettare a lungo, preferiscono così spostarsi al di fuori ed andare a Milano. Ma questo comporta che un veicolo debba essere impiegato per mezza giornata per una sola persona, concetto che vale per il volontario alla guida. Per questo, servono più vetture, ma anche più volontari che le conducano».

L'autore

Seregnese, classe 1973, lavoro a “Il Cittadino di Monza e Brianza” dal 1998 e mi occupo dei paesi della Brianza Nord. Presidente del Circolo culturale San Giuseppe di Seregno tra il 2013 ed il 2019, ho curato in prima persona o partecipato alla stesura di più di una ventina di pubblicazioni, tutte riguardanti storie o personaggi della città in cui sono cresciuto e vivo.