«Ogni singolo cittadino deve essere protagonista della propria sicurezza». Nicola Molteni, canturino, classe 1976, leghista, sottosegretario all’Interno nel governo guidato da Giorgia Meloni, ha offerto con queste parole uno dei passaggi più significativi del suo intervento nell’intermeeting di circoscrizione “La sicurezza in Brianza”, promosso dal Lions Club Seregno Brianza, ed in particolare dal suo presidente Giorgio Formenti, che lunedì 26 gennaio, all’Hotel Habitat di Giussano, ha registrato la partecipazione dei Lions Club Arcore Borromeo, Brianza Host, Cesano Maderno Borromeo, Monza Duomo, Monza Parco, Seregno Aid, Satellite I Giovani del Torrazzo Borromeo, Leo Club Cesano Maderno Borromeo e Brianza Occidentale e Leo Club Monza.
Lions Club Seregno Brianza: gli ospiti della serata

Alla serata sono intervenuti il prefetto di Monza e Brianza Enrico Roccatagliata, il questore di Monza e Brianza Giovanni Cuciti, il questore di Como Filippo Ferri, il comandante provinciale di Monza e Brianza dei carabinieri, colonnello Rosario Di Gangi, il comandante provinciale di Monza e Brianza della guardia di finanza, colonnello Nicola Russo, il presidente della provincia di Como Fiorenzo Bongiasca, il sindaco di Seregno Alberto Rossi, accompagnato dal suo vice William Viganò, la sindaca di Cabiate Maria Pia Tagliabue, con al fianco il suo vice Piergiorgio Colombini, e l’assessore alla Sicurezza ed alla legalità del comune di Cantù Maurizio Cattaneo.
Lions Club Seregno Brianza: la sicurezza un tema divisivo

«Il tema della sicurezza -ha esordito Molteni, che ha ricordato tra l’altro anche i suoi trascorsi calcistici nel Seregno, con un triennio a livello di settore giovanile negli anni ottanta- si traduce nel tema della difesa e della protezione ed è oggetto di dibattito e confronto. È un tema divisivo, ma non è né di destra né di sinistra. La sicurezza è un diritto da tutelare e le forze di Polizia sono una comunità al servizio del territorio. La sicurezza garantisce la libertà della nazione». Il sottosegretario ha quindi proseguito: «La sicurezza è la precondizione per lo sviluppo del paese, per attrarre investimenti. Altrimenti, difficilmente qualcuno arriverebbe ad investire qui. Spesso guardiamo ai modelli di sicurezza degli altri, illudendoci che siano migliori del nostro, ma non è così. L’Italia è anzi guardata da altre nazioni con storie diverse dalla nostra: la politica non deve danneggiare la sicurezza». Molteni ha quindi delineato un excursus, partendo dal passato: «La società cambia, è cambiata, e le sfide si aggiornano. Il governo oggi deve introdurre gli strumenti per fare fronte alla criminalità. La sicurezza non può mai essere considerata un costo. È invece un investimento per sviluppare il paese. Il territorio monzese ha per quanto riguarda la sicurezza uno sviluppo simile a quello del comasco e soffre il rapporto complesso e difficile con Milano. La sicurezza è uno strumento di protezione sociale, di protezione dei più deboli, è un patto sociale che va costruito dal basso, anche in sinergia con le associazioni di categoria. Serve punire o educare? Io dico entrambe le cose ed anzi aggiungo anche rieducare».
Lions Club Seregno Brianza: il problema della criminalità giovanile

Il focus si è poi spostato sui giovani: «Il tema della criminalità giovanile non nasce oggi, ma preoccupa l’aumento dei reati commessi dai minori nel 2025: 90mila casi di aggressione con un coltello hanno riguardato minori. Occorre lo strumento punitivo, ma io sono un grande tifoso delle misure preventive, come i Daspo, i Daspo urbani e l’ammonimento dei questori. Si fa sicurezza anche mettendo le forze di Polizia in condizione di lavorare bene, con normative chiare e certe. Oggi è vietato vendere alcolici ai minori, ma non è vietato vendere loro un coltello. La nostra inoltre è una terra di spaccio nei boschi: lo abbiamo a Varese, a Como, a Lecco ed anche qui in Brianza. E se chi spaccia è straniero, chi consuma è italiano». Molteni ha successivamente posato la sua lente sull’immigrazione: «L’immigrazione irregolare incide sulla sicurezza. Una delle cose buone di questo governo è stato il decreto flussi, per regolamentare gli arrivi. Il 35 per cento dei reati è commesso da stranieri, che commettono il 56 per cento dei reati da strada. Se l’immigrazione non è regolarizzata, crea sfruttamento, crea quegli invisibili e quei fantasmi che vediamo spesso nelle stazioni ferroviarie. Per questo, l’immigrazione irregolare va contrastata, valorizzando invece l’immigrazione legale. I militari nelle città servono per un sistema integrato di sicurezza, per svolgere attività di controllo. Le Polizie locali sono fondamentali, anche se a 40 anni dalla legge istitutiva, vanno ammodernate, tenendole comunque sotto gli enti locali».
Lions Club Seregno Brianza: il focus sulla situazione in Lombardia

La chiosa è stata concentrata infine sulla situazione in Lombardia: «I nostri sono territori con una qualità di servizi alta. Appena si abbassa, c’è la percezione di insicurezza. Il nostro compito è quello di tenere alto il livello. Nel paese non c’è comunque un’emergenza sicurezza. Ma c’è un bisogno di sicurezza, al quale le istituzioni devono saper dare una risposta». Nella fase di dibattito con il pubblico, il sottosegretario ha poi evidenziato che «il radicalismo islamico è una diretta conseguenza del tema dell’immigrazione, che se va fuori controllo genera criminalità. Anche l’Europa si sta rendendo conto che una politica lassista sull’immigrazione costituisce un problema per tutti».