Monza, il meteo spiegato dagli esperti: Vuerich e Guidi ospiti dei Lions

Due colonnelli dell’Aeronautica militare alla conviviale organizzata dal Lions Club Monza Corona Ferrea per parlare di meteorologia e cambiamento climatico.

Due colonnelli dell’Aeronautica militare per illustrare “Meteorologia e cambiamento climatico – Osservare il cielo per comprendere il futuro”. Ad animare la conviviale organizzata dal Lions Club Monza Corona Ferrea (presieduto da Carlo Laurita Longo) allo Sporting Club sono stati Emanuele Vuerich, capo ufficio Meteorologia Aerospaziale del Comando Squadra Aerea – 1ª Regione Aerea dell’Aeronautica Militare, e Guido Guidi (volto noto ai telespettatori), capo servizio di supporto meteorologico e aerospaziale al Servizio Meteorologico del Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia Aeronautica di Pratica di Mare, in provincia di Roma.

Monza, il meteo spiegato dagli esperti: lo studio e la storia

È da più di cent’anni, come ha ricordato Vuerich, «che l’Aeronautica Militare rileva dati meteo e produce informazioni 365 giorni l’anno per il nostro paese, dai monti alle piccole isole. La conoscenza dei dati è essenziale per pianificare e condurre le attività aerospaziali, terrestri e marittime in modo efficace, efficiente e sicuro».

È toccato a Guidi illustrare alcuni fenomeni atmosferici. «Il rapporto della specie umana con l’ambiente e le manifestazioni del meteo e del clima – ha ricordato – è ancestrale ed è nato in una posizione di dipendenza assoluta da eventi incontrollabili e si è evoluto con successo nel
segno dell’adattamento e della resilienza. Oggi le vicende del clima e del meteo sembrano aver invertito la tendenza limitando e compromettendo questo successo. Un tema che merita attenzione, ma che costituisce anche un’inversione di quel senso di sicurezza che non sempre trova riscontro nei dati, l’unica fonte su cui si può fare affidamento nel rapporto col territorio
».

Monza, il meteo spiegato dagli esperti: l’aumento delle temperature e la (quasi) sparizione delle nebbie

Di fatto, la specie umana, «è “esplosa” al termine dell’ultima glaciazione nel segno dell’adattamento». Inevitabile parlare dell’aumento delle temperature in «crescita incontrovertibile dall’inizio dell’era industriale» e della concentrazione di anidride carbonica «che cresce in ragione di un contributo di origine antropica».

Il colonnello ha sottolineato che essa «agisce come una coperta che genera l’effetto serra, situazione che consente al pianeta di avere una temperatura media favorevole allo sviluppo della specie umana. In caso contrario, la temperatura sarebbe di meno 18 sotto zero. Quindi, l’effetto serra non è di per sé negativo. Lo diventa quando è più intenso e trattiene maggiori quantità di calore».
Un accenno anche ai fenomeni atmosferici «che fanno più danni che in passato perché maggiore è la quantità dei beni di valore esposti, ma di contro è aumentata la resilienza umana con una diminuzione delle vittime del 99% negli ultimi cent’anni».

La (quasi) sparizione delle nebbie nella nostra zona è il risultato di «un miglioramento della qualità dell’aria con l’abbandono del gasolio per il riscaldamento domestico». Guidi ha rassicurato chi teme El Niño: «i suoi effetti più noti saranno labili in Europa. Il posto più sicuro dove stare durante la sua fase più intensa è proprio il vecchio continente».