Appare e scompare ormai da qualche giorno. Sul muretto che delimita il parco Ronchi di Monza, nel quartiere San Fruttuoso, qualcuno ha voluto mettere in fila alcune paia di scarpe da bambino, tutte della stessa taglia. Ad accompagnare l’insolita esposizione un cartello scritto a mano e molto colorato: “Scarpine in cerca di nuovi piedini. Adottami”.
Monza: al parco Ronchi il muretto delle scarpine numero 26, iniziativa spontanea
Un’iniziativa spontanea e anonima che ha però avuto successo. Dopo qualche ora delle scarpine sistemate sul muretto a ridosso di via Tazzoli non ne era rimasta nemmeno un paio, tanto che l’anonimo (o anonima) donatore ha pensato di replicare l’offerta con nuove paia di scarpe il giorno seguente.
Sandali, scarpe chiuse e da ginnastica, tutte numero 26. Evidentemente la mamma del piccolo proprietario delle scarpe ha dovuto rinnovare il guardaroba del suo bimbo (le scarpine sono tutte da maschietto) e ha pensato di dare nuova vita alle scarpe ancora in buono stato ma ormai troppo piccole per abbracciare il piede del primo proprietario.
Monza: al parco Ronchi il muretto delle scarpine numero 26, l’economia circolare
Anonimo il donatore e anonime le mani di chi ha preso le scarpe, tanto che anche la seconda tranche di scarpine esposte sul muretto è andata a ruba. Un’idea che promuove l’economia circolare e il riuso virtuoso, allungano la vita degli oggetti ancora in buono stato, e che ricorda tanto il muro della gentilezza, l’iniziativa di solidarietà urbana che ha preso piede in diverse parti del mondo, compresa l’Italia.
A Milano è attivo quasi tutto l’anno, soprattutto durante i mesi invernali, in via Luigi Nono. La filosofia che sta alla base del gesto tanto semplice quanto utile si riassume nello slogan: “Se non ne hai bisogno lascialo, se ti serve prendilo”. Gli scorsi inverni l’associazione Salvagente aveva proposto la medesima iniziativa mettendo a disposizione cappotti e giacche a vento per chi ne aveva bisogno.