Dopo anni di stop forzato, segnati da stagioni avverse, grandinate e parassiti che avevano reso impossibile la produzione, lo Sgurbatel, il vino simbolo di Biassono, si prepara a fare il suo ritorno ufficiale. A firmare questo atteso rilancio è un ritorno alle origini: la gestione del vigneto comunale di via Madonna delle Nevi è stata riaffidata a Maurizio Palombi, viticoltore vedanese e “padre” di questo progetto, avendone piantato oltre dieci anni fa le prime barbatelle insieme agli agricoltori biassonesi e all’associazione Fiera di San Martino.

Biassono: il ritorno dello Sgurbatel grazie anche alla gestione riaffidata al suo inventore
Subentrato in primavera, Palombi si è dedicato alla sistemazione della potatura e alla pulizia minuziosa delle piante per farle tornare a respirare.
«Diciamo che è stato un anno interlocutorio – spiega il viticoltore – La stagione si è rivelata valida e le piante hanno reagito benissimo, sviluppando una buona vegetazione. L’uva non è stata abbondante poiché venivamo da annate critiche che avevano impedito una buona legagione e la corretta lignificazione dei tralci, ma ci sono eccellenti prospettive per un raccolto molto più ricco il prossimo anno».
Biassono: il ritorno dello Sgurbatel, ha resistito a un’infestazione di Popillia japonica
Il percorso di rinascita dello Sgurbatel ha dovuto affrontare anche una dura minaccia esterna. Tra metà giugno e metà luglio la vigna è stata colpita da un’intensa infestazione di Popillia japonica, il temuto coleottero alieno ghiotto delle morbide foglie della vite.
«Una presenza fortissima che abbiamo combattuto con determinazione – racconta Palombi – Con prodotti palliativi non si poteva vincere, quindi ho effettuato trattamenti insetticidi a bassissima intensità in maniera precisa, colpendo solo la singola foglia dove si trovava l’insetto. Nonostante l’attacco, la pianta non si è fermata e ha continuato a portare in maturazione l’uva».

Biassono: il ritorno dello Sgurbatel, vendemmia anticipata dal caldo estivo
L’ondata di caldo estivo ha poi imposto un’accelerazione della maturazione, costringendo a una vendemmia anticipata ai primi di agosto. Questo ha impedito l’organizzazione della tradizionale festa di raccolta con la cittadinanza, solitamente prevista a fine agosto, quando i volontari rientrati dalle vacanze non mancano.
«Se sulla pianta ho lavorato da solo, l’Amministrazione comunale è stata bravissima nel garantirmi il taglio dell’erba e le attrezzature, affiancata dagli impiegati interni e dal prezioso aiuto anche della Protezione Civile nelle fasi della raccolta» ha aggiunto Palombi. Il frutto di questo lavoro sono circa 200 chilogrammi di uva di ottima qualità, ben matura, da cui sono stati estratti 100 litri di mosto fiore. La trasformazione avverrà nella cantina di Palombi a San Damiano al Colle, nell’Oltrepò Pavese, per produrre circa 140 bottiglie destinate al Comune.
Biassono: il ritorno dello Sgurbatel, presentazione il 7 e 8 novembre
Il momento della presentazione è fissato per il 7 e 8 novembre, in occasione della Fiera di San Martino, quando si terrà un primo imbottigliamento per un assaggio aperto alla cittadinanza: «Spero davvero che il vino possa piacere ai biassonesi», conclude Palombi. Il primo passo per restituire al paese una grande tradizione.