Per capire quanto la ferrovia abbia cambiato Monza bisogna tornare a una mattina d’agosto di 186 anni fa. Il 17 agosto 1840 la città si prepara a vivere qualcosa che, fino a poco tempo prima, sarebbe sembrato quasi incredibile: un viaggio verso Milano senza cavalli, senza carrozze e soprattutto a una velocità mai vista.
La nuova strada ferrata è lunga poco meno di tredici chilometri e collega Monza con la stazione milanese di Porta Nuova, costruita nell’area che oggi corrisponde alla zona di via Melchiorre Gioia. È la prima ferrovia del regno Lombardo-Veneto e la seconda entrata in funzione in Italia, dopo la Napoli-Portici. Il progetto è dell’ingegnere milanese Giulio Sarti, mentre la concessione è stata affidata a Giovanni Putzer e alla società Holzhammer di Bolzano.
Monza, agosto 1840: in città arriva il treno del futuro, inaugurazione il 17 agosto 1840 e il giorno dopo apertura al pubblico
Quel 17 agosto la stazione di Monza è già affollata alle dieci del mattino. Sono presenti le autorità e la famiglia del viceré del Lombardo-Veneto, l’arciduca Ranieri, accompagnato dalla moglie e dai figli. C’è anche l’arcivescovo di Milano, Carlo Gaetano II, insieme alle altre personalità invitate alla cerimonia.
Il protagonista, però, è un altro. È la locomotiva Lombarda, decorata per l’occasione. Dietro di lei viene agganciato un convoglio composto da cinque carrozze: nella prima prendono posto le personalità più importanti, nelle altre le autorità e il seguito; l’ultima, scoperta e ornata di bandiere, ospita la banda militare. Il concessionario Putzer pronuncia il suo breve discorso. Poi arriva il momento della partenza. La Lombarda si mette in movimento e il convoglio lascia Monza. La cronaca dell’epoca racconta che percorre i tredicimila metri della linea in appena diciannove minuti. Il treno arriva alla stazione di Milano accolto da una folla festante e meravigliata. Per gli uomini e le donne che assistono alla scena non è soltanto l’inaugurazione di una nuova infrastruttura: è la dimostrazione concreta che il modo di spostarsi sta per cambiare.
Il giorno successivo, il 18 agosto, la ferrovia viene aperta al pubblico. Non c’è più soltanto il viaggio delle autorità: adesso possono salire anche i cittadini. Il servizio prevede normalmente quattro corse al giorno in ciascuna direzione. I prezzi sono fissati in 1,50 lire austriache per la prima classe, una lira per la seconda e 75 centesimi per la terza. E la risposta dei viaggiatori sorprende immediatamente anche gli stessi gestori. A Monza i vetturali che devono riportare a casa chi è arrivato in treno non riescono quasi a soddisfare la domanda.
Molti viaggiatori hanno già acquistato il biglietto per il ritorno e il servizio ferroviario, invece di svuotare il lavoro delle carrozze a cavalli, finisce inizialmente per creare nuovo movimento anche per loro.
Monza, agosto 1840: in città arriva il treno del futuro, nel 1841 la terza locomotiva che allarga i servizi
Non tutto, però, procede senza problemi. Una delle locomotive si guasta e il servizio viene temporaneamente sospeso. È il primo di una lunga serie di inconvenienti che accompagneranno la storia della ferrovia. Ma ormai il cambiamento è iniziato.
Nei mesi successivi il numero dei viaggiatori cresce rapidamente. Già il giorno dopo l’inaugurazione le due locomotive disponibili effettuano quattro corse e trasportano complessivamente 1.250 passeggeri. Nel 1841 entra in servizio una terza locomotiva e la media giornaliera raggiunge circa 1.750 viaggiatori.
La ferrovia comincia così a fare qualcosa di più che trasportare persone. Porta la posta, favorisce gli spostamenti quotidiani, rende più semplice raggiungere Milano e, poco alla volta, modifica il modo stesso di vivere il territorio.
Le attività produttive iniziano a guardare con interesse ai luoghi attraversati dai binari e l’area a nord di Milano entra in una nuova fase di sviluppo. Che oggi, forse, aggiunge la metropolitana.