Un nome che a Vimercate e in tutta la Brianza significa molto. Quello dei vigili del fuoco sinonimo di sicurezza, di impegno e serietà. E che peraltro ha celebrato da poche settimane in città un anniversario importante, quello dei vent’anni dalla fondazione del distaccamento dei volontari.
Quale migliore biglietto da visita per cercare di sgraffignare soldi a ignari cittadini?
Eppure è quello che sembra stia ancora succedendo. L’allarme è partito via social con un annuncio in cui si spiega l’ultimo tentativo di truffa (non è noto se vi siano stati episodi andati a buon fine) messo in campo dagli ingegnosi specialisti del raggiro.
Vimercate: occhio al giornale dei vigili del fuoco, richiesta di soldi
Un presunto giornale che verrebbe editato dagli stessi pompieri vimercatesi e che avrebbe bisogno di adesioni per coprire le spese. Un po’ come accadeva negli anni Settanta con i giornali che facevano capo a vari movimenti politici. Solo che qui il giornale non è mai esistito e i soldi sarebbero finiti diretti nelle tasche degli imbroglioni.
«Ci è stato segnalato – si legge nell’avviso circolato anche sui principali canali cittadini – di telefonate in cui alcune persone si presentano come appartenenti ai vigili del fuoco di VImercate, proponendo l’adesione a un presunto giornale e richiedendo il pagamento di una quota. Si tratta di un’informazione falsa».
Naturalmente si tratta di un raggiro: «I vigili del fuoco di Vimercate – rimarcano – non effettuano campagne telefoniche, non vendono giornali e non richiedono denaro attraverso questo tipo di iniziative. Invitiamo tutti a prestare la massima attenzione e a non fornire dati personali o bancari».
Vimercate: occhio al giornale dei vigili del fuoco, tutti i tentativi di truffe
Un appello che va ad aggiungersi a quelli che da mesi si stanno accumulando su tutto il territorio della Brianza. Si va dalle truffe delle monetine a quelle del finto carabiniere o poliziotto, al sedicente dipendente comunale incaricato di verificare i bidoni della raccolta differenziata. Tutti imbrogli che però sono riusciti in molti casi a concludersi con la truffa vera e propria. E in alcuni casi per svariate migliaia di euro. Ultimamente proprio il ricorso al nome di forze dell’ordine e personale che opera nella sicurezza sono stati quelli più “gettonati” e questo proprio per il senso di fiducia che ispirano nella popolazione. Un “marchio” che da solo garantirebbe della serietà dell’iniziativa. Peccato che nessuna forza dell’ordine né personale della sicurezza sarebbe mai autorizzato a domandare – in nessun caso – del denaro ai cittadini. Proprio la richiesta è l’unica garanzia di imbroglio.