Tradizionale momento di confronto venerdì 19 giugno tra i soci dell’associazione seregnese che ricorda Carla Crippa, la missionaria laica scomparsa una trentina di anni fa, dopo aver dedicato alla fascia svantaggiata della popolazione della Bolivia l’ultima parte della sua esistenza, e monsignor Eugenio Coter, bergamasco, vescovo del Pando. L’appuntamento, ospitato dalla Casa della Carità di via Alfieri, è stato aperto da un omaggio a monsignor Bruno Molinari, prevosto ormai in partenza, al quale il presidente Alberto Novara ha consegnato una targa a titolo di ringraziamento, «per tutto quello che ha fatto in questi anni».
Associazione Carla Crippa: proposto il sostegno ad un nuovo progetto
Coter ha poi esordito mostrando le foto dei due giovani che stanno beneficiando delle borse di studio per la formazione alla falegnameria, finanziate dall’associazione Carla Crippa, che si stanno specializzando nella produzione di fondali in legno per le chiese di tradizione spagnola: «La formazione durerà ancora un anno. Poi uno dei due vorrebbe rientrare ed avviare un’attività da noi, mentre l’altro sembra intenzionato a proseguire sul posto». Il presule, accogliendo una richiesta che gli era arrivata in precedenza, ha quindi proposto un nuovo progetto: «A nord, in un quartiere di una cittadina al confine con il Brasile, il parroco e la direttrice della scuola ci hanno chiesto di avviare un doposcuola. Lo abbiamo fatto e per noi è il settimo, dopo il primo a Cochabamba nel 1996. Adesso vorremo costruire una sede nuova, in un terreno già disponibile, partendo con un paio di aule. La richiesta è quella di fornire materiale scolastico». In proposito, potrebbe dare una mano una compagnia teatrale, in cui si muove la sorella di una socia, che inscena spettacoli per beneficenza.
Associazione Carla Crippa: il drammatico momento che vive la Bolivia
Il focus si è quindi spostato sull’attualità in Bolivia: «Le strade sono bloccate da quaranta giorni ed i blocchi non lasciano passare nulla, nemmeno viveri e medicinali. Il presidente nazionale è stato eletto al ballottaggio, dopo una campagna elettorale condotta porta a porta, senza il sostegno di partiti politici. Aveva una squadra sufficiente a ricoprire gli incarichi ministeriali, non per occupare anche gli apparati dei funzionari. All’insediamento, ha trovato un paese tecnicamente fallito. La sovvenzione per benzina e gasolio è stata tolta ed il prezzo è passato così da 3 boliviani ad 8 o 9 boliviani. L’inflazione ha galoppato in pochi mesi e, per compensarla, sono stati aumentati gli stipendi. Ma molte imprese non ce l’hanno fatta e sono state costrette a licenziare i dipendenti e chiudere. Si calcola che in poco siano stati persi 120mila posti di lavoro». Ed ancora: «Di fronte ai blocchi, il governo non ha dichiarato lo stato di assedio, proprio perché, non avendo avuto all’insediamento il personale da collocare negli apparati dei funzionari, non ha la certezza di avere l’esercito e la polizia dalla sua parte. I blocchi sono finanziati dal narcotraffico, cui in questa fase è stato inferto un duro colpo, con l’arresto di uno dei maggiori narcotrafficanti della nazione. La chiesa, in questo contesto, è l’istituzione che più si sa distinguere come autorità morale».