La “tecnica della monetina”, ma anche i meno “sofisticati” borseggi e furti, spesso ai tavoli di locali pubblici e fast-food di centri commerciali. Si sedevano alle spalle delle vittime individuate e, con destrezza, usando un tovagliolo per non lasciare impronte e nascondere agli occhi dei presenti la mano, intenta ad arraffare, sottraevano i portafogli dalle borsette appoggiate o appese a una sedia. Oppure li sfilavano, sempre dalle borsette delle malcapitate, in attesa del caffè davanti al bancone del bar, anche in questo caso coprendo il braccio e la mano con una giacca, per non farsi notare.
Tecnica della monetina e borseggi: i colpi in sei comuni della Brianza
Si tratta delle modalità di alcuni dei 35 episodi criminosi, distribuiti in quattordici province del centro-nord Italia, sei quali sarebbe responsabile il gruppo di dodici indagati, di nazionalità cilena, cubana e peruviana, di età compresa tra i 18 e i 37 anni, irregolari sul territorio nazionale, individuati dai carabinieri di Desio e colpiti da un fermo della Procura di Milano (nove quelli al momento eseguiti).
Fatti, secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Desio guidati dal capitano Cristiano Barboni, avvenuti, in Brianza, ad Agrate Brianza, Meda, Brugherio, Ornago, Muggiò e Nova Milanese. Sempre in provincia anche un furto in appartamento, che sarebbe stato compiuto sempre dagli indagati, a Limbiate, ad aprile, che ha dato il via alle indagini. Altri tre episodi di furto in abitazione sono stati perpetrati ad Arese, Levate e Bonate Sotto.
La banda avrebbe agito un po’ in tutta la Lombardia ma si sarebbe spinta anche fino al Piemonte e all’Emilia Romagna. Tutti senza fissa dimora, i 12 indagati sono stati individuati tra le province di Milano e Pavia.