Ospedale, Banca degli occhi da Monza a Milano: «Ma è un’occasione di crescita»

Nata nell'ospedale San Gerardo nel 1998, la più importante Banca degli occhi pubbliche in Italia si è trasferita a Milano.
Banca degli Occhi
Banca degli Occhi

È la più importante Banca degli occhi pubbliche in Italia, è nata a Monza, all’interno dell’ospedale San Gerardo nel 1998 per iniziativa del direttore dell’Oculistica Vito de Molfetta. Da poche settimane si è trasferita a Milano, all’ospedale Niguarda, dove Regione Lombardia ha voluto creare un unico grande hub di tutte le banche dei tessuti lombarde.

Ospedale, Banca degli occhi da Monza a Milano: raddoppia gli spazi

«Da lunedì abbiamo iniziato a ricevere e trattare le cornee – spiega la direttrice Francesca Paterifra un mese saranno pronte per i trapianti. Il trasloco da Monza a Milano non è una perdita per Monza, ma un ampliamento, promosso dai vertici dello stesso Irccs San Gerardo. Peraltro, nel nome, resta ancora il riferimento all’ospedale San Gerardo, almeno fino alla fine dell’anno».

La nuova Banca degli occhi raddoppia gli spazi e dai 400 metri quadri che aveva a Monza ora occupa l’intero quinto piano del padiglione Rossini e si è dotata di strumenti di ultima generazione come microscopi dotati di intelligenza artificiale in grado di fare lo screening dei tessuti.
«Nel 2025 abbiamo ricevuto e lavorato 5.560 cornee – spiega Paterialtre 2.500 sono state lavorate a Pavia per un totale lombardo di oltre 8mila. Non tutte possono essere trapiantate, dal 35 al 40% sono scartate perché con un numero di cellule troppo basso e non idonee al trapianto».

Ospedale, Banca degli occhi da Monza a Milano: i numeri

Sono 1.036 i trapianti eseguiti a Monza, altre cornee sono state inviate in altri centri anche extraregione, anche all’estero.
«Le dobbiamo utilizzare nel giro di un mese – spiega Pateri – le conserviamo prima nel liquido di prelievo, poi nella coltura a 31 gradi, infine in un liquido per il trasporto che rende lo spessore ottimale per il trapianto. Ormai non si trapianta più l’intera cornea, ma parte del tessuto corneale. Questo diminuisce il rischio di rigetto e riduce la degenza».

Attualmente nella Banca degli occhi regionale lavorano 5 tecnici, 2 dirigenti, 2 segretari e 2 Oss. A Monza resta il coordinamento prelievo guidato da Enrico Colombo che si occupa dei prelievi di cornea e multiorgano.
«La tragedia di Crans Montana – conclude la direttrice che è anche presidente della Società italiana delle Banche degli occhi in convegno a Milano la scorsa settimana – ci ha insegnato l’importanza di avere un centro unico di riferimento. Non abbiamo utilizzato cornee per i ragazzi di Crans Montana, magari sarà necessario più avanti per i casi più gravi».

Ospedale, Banca degli occhi da Monza a Milano: appello alla donazione

Poi l’appello alla donazione che ha segnato una crescita del 15% rispetto al 2024: «Dietro ogni donazione di cornea c’è una concreta possibilità di restituire la vista e migliorare radicalmente la qualità di vita di molte persone – aggiunge PateriPensiamo ai pazienti colpiti da ustioni chimiche, traumi severi o gravi lesioni oculari: in questi casi la disponibilità di tessuti corneali può fare la differenza tra la perdita definitiva della vista e un percorso di recupero visivo e funzionale. Senza la generosità dei donatori tutto questo non sarebbe possibile»

L'autore

Il primo articolo a 13 anni e non ho più smesso. Al Cittadino dal 1992 ho scritto po’ di tutto con un amore incondizionato per Parco e Villa reale. Leggo molto e sono nella giuria del Premio Brianza.
Mi piace raccontare storie e possibilmente buone notizie. Le mie buone notizie sono i miei quattro figli e la nipotina!