Monza: “Lo Scrittore” nel Parco sta cadendo a pezzi, 100mila euro per rifarlo da zero

Occorreranno un anno e oltre 100mila euro per restaurare l'opera simbolo del parco di Monza donata al Comune nel 2005
Lo Scrittore nel parco di Monza
Lo Scrittore nel parco di Monza

Lo scheletro di ferro a vista, le assi di legno divelte, altre parti marcite, qualche tag con spray nero. Lo Scrittore, opera di Giancarlo Neri che dal 2005 è un simbolo del parco di Monza, tra i luoghi più fotografati, sul fondo del prato davanti alla Fagianaia reale, attende da troppo anni un restauro.
Tre anni fa il sindaco e presidente del Consorzio Paolo Pilotto aveva lanciato un appello per raccogliere sponsorizzazioni tra i privati. Servivano, allora, tra i 60 e gli 80mila euro.

“Lo Scrittore” a pezzi: l’opera di Neri simbolo del parco di di Monza sarà riqualificata

«Ora superiamo i 100mila euro – conferma Pilotto – si tratta di un lavoro impegnativo perché l’opera deve essere smontata, trasportata a sud di Roma dove lavora Giancarlo Neri, rifatta sullo stesso disegno usando un materiale resistente alle intemperie, quindi ritrasportata a Monza e rimontata».
Tempi? «Contiamo di chiudere nel 2027» prosegue il sindaco che spiega anche il motivo di tempi così lunghi per avviare il restauro di cui si parla da tempo.
«L’opera è stata donata al Comune nel 2005, ma l’ufficio Patrimonio doveva ritrovare l’atto di cessione e accettazione dell’opera a patrimonio comunale. Dall’ufficio Patrimonio hanno verificato in archivio e trovato quello che serviva. Ora che abbiamo l’atto in mano, possiamo girarlo al Consorzio a cui è affidata la gestione di tutto il compendio del Parco e della Villa. Solo ora che si è fatto chiarezza su questo punto possiamo procedere con i lavori più volte sollecitati dallo stesso artista”.

Monza, “Lo Scrittore” ha la Fondazione Luigi Rovati come sponsor per il ripristino: ci vorrà un anno

La sponsorizzazione per coprire parte dei costi c’è da sempre e ancora una volta si è fatta avanti Giovanna Forlanelli, presidente della Fondazione Luigi Rovati. «Avevamo donato l’opera nel 2005 come società Rottapharm in occasione dei 200 anni del Parco – spiega- In questi anni abbiamo già effettuato due interventi di restauro, il primo nel 2011 l’altro, più piccolo poco dopo. Abbiamo dato la disponibilità a stanziare una cifra per un nuovo intervento, una parte la metterà il Consorzio che potrà anche cercare altri sostenitori, magari anche sponsor tecnici che possano fornire il corten, materiale già utilizzato per altre sculture all’aperto, molto resistente». Ci vorrà dunque almeno un anno per vedere ripristinato quell’enorme tavolo con seggiola (la sedia raggiunge i 10 metri, il tavolo 7,5 di altezza e 11 di larghezza) che prima di Monza era stato esposto per tre anni a Villa Ada a Roma e poi 4 mesi a Londra dove aveva avuto un grande successo mediatico.

«L’opera – come aveva spiegato l’autore nel giorno dell’inaugurazione – celebra la solitudine dello scrittore, simboleggia il processo creativo della scrittura che obbliga a un isolamento totale. Collocando Lo Scrittore negli spazi aperti dei parchi cittadini, si superano i confini tra mondo esterno e interiore, tra luoghi aperti e chiusi, instaurando un legame profondo con la natura circostante».
Non era stata progettata per essere esposta in modo permanente, il legno non è adatto a resistere alle intemperie e anche se si era pensato di utilizzare il legno da barca, ora sembra che la strada da percorrere sia un’altra.

L'autore

Il primo articolo a 13 anni e non ho più smesso. Al Cittadino dal 1992 ho scritto po’ di tutto con un amore incondizionato per Parco e Villa reale. Leggo molto e sono nella giuria del Premio Brianza.
Mi piace raccontare storie e possibilmente buone notizie. Le mie buone notizie sono i miei quattro figli e la nipotina!