Monza: festival (Non) Binario, quattro giorni per celebrare l’identità

Quattro giorni per celebrare l’identità come esperienza in movimento con il festival (Non) Binario in arrivo al Binario 7 di Monza.
Festival (non) Binario
Festival (non) Binario

Quattro giorni per celebrare l’identità come esperienza in movimento.
Un viaggio fuori dalle categorie e un punto di attraversamento di corpi, storie e visioni. Il teatro Binario 7 ospita dal 14 al 17 maggio il festival (Non) Binario: un programma di spettacoli teatrali, dj set, talk e letture performative nato dall’intuizione di Romina Contiero e Alberto Viscardi. Si comincia giovedì 14, alle 20.45 con lo spettacolo “Stasera ve le canto”, di e con Vladimir Luxuria.

Monza: festival (Non) Binario, il programma di venerdì e sabato

La sera successiva alle 20 in sala Picasso si esibirà Checcoro, il primo coro Lgbt di Milano, mentre alle 21 in sala Chaplin andrà in scena “Scende giù per Toledo” di Giuseppe Patroni Griffi, prodotto da N.hU.DA Naked Human Dance.

Sabato 16 alle 19.30 saranno assegnati i premi “Leone Arcobaleno 2026”, a cura di Boa – Brianza Oltre l’Arcobaleno, con ospite d’onore Vitto Pascale, mentre alle 21 tornerà lo spettacolo “Scende giù per Toledo”.

Monza: festival (Non) Binario, il gran finale di domenica

Domenica 17 il festival (Non) Binario si chiuderà con ben quattro eventi.
Alle 18 nella sala espositiva Fellini ci sarà il finissage della residenza d’artista di Riccardo Rizzoli (impegnato in queste settimane a realizzare il progetto “Archivio Liquido”) e alle 19 in sala Picasso “L’arte drag come veicolo di messaggi politici”, talk con Ivana Kagna e Mix Gender.
Alle 20 in sala Chaplin arriva The Rouge Academy, la scuola di burlesque di Ella Bottom Rouge, con “Burlesque Bodies ’n’ Bumps – (r)evolution” e, a seguire, in sala Picasso festa di chiusura con il dj set di Dj Trinityforevers.

«Il festival – anticipano Contiero e Viscardisarà una grande festa dell’essere umano in tutte le sue mille increspature quotidiane, le sue forme instabili, profonde, contraddittorie e sorprendenti. In un’epoca che sempre più vuole rassegnarsi alla semplificazione questa iniziativa vuole essere un momento di allenamento alla complessità e di accettazione dell’incomprensione».