ST di Agrate, l’allarme dei sindacati: precari e “clima pesante” e i lavoratori se ne vanno

Secondo la Rsu di StMicroelectronics si registrano numerose uscite volontarie di lavoratori senza sostituzione e poi c'è l'allarme "robot" AI
Presidio dei sindacati alla St di Agrate
Presidio dei sindacati alla St di Agrate

Un piano industriale giudicato “incompleto” e tempi sempre più stretti per un incontro al ministero, che a questo punto si fa urgente, per «colmare le lacune emerse nel piano presentato lo scorso 3 marzo, in particolar modo per quanto attiene al futuro della fabbrica 200 mm».

In tutto questo con un impoverimento delle risorse umane. Sempre meno di fatto e a dispetto di quel maxi esubero di 1.800 lavoratori che sembrava rientrato. O meglio che era rientrato nelle dichiarazioni aziendali, ma che secondo i sindacati sta rientrando dalla finestra attraverso una serie di decisioni che starebbero poi di fatto convincendo sempre più lavoratori ad andarsene. C’è «il personale – spiega la Rsu di StMicroelectronics – che lascia l’azienda per uscite volontarie, pensionamenti o trasferimenti in R3 che non vedono un’adeguata sostituzione, non c’è un reale sostegno o efficienza nell’impiego massiccio di personale inesperto e precario» (il riferimento è ai contratti a termine su cui già in passato si era concentrata l’attenzione delle rappresentanze sindacali) arrivato nei periodi estivi a 500 lavoratori su 1000. Il 50 per cento.

ST di Agrate, l’allarme dei sindacati anche per l’arrivo dei “robot” guidati dalla AI

«Gravissima poi è la condizione dei lavoratori carrellisti in staff leasing – proseguono – che dopo anni di attività continuano a non avere alcuna prospettiva di stabilizzazione, mentre l’azienda punta alla loro sostituzione attraverso processi di automazione». L’allarme per l’arrivo dei “robot” guidati dall’IA era già stato lanciato negli scorsi mesi. E poi c’è il fronte disciplinare: «Il clima nelle aree di lavoro è in netto peggioramento come dimostrano l’aumento delle contestazioni fino all’adozione di provvedimenti estremi». Il riferimento, tra gli altri, è al licenziamento “per giusta causa” di Simona Cavarra, delegata sindacale il cui caso è approdato persino in Parlamento.

I sindacati tornando dunque a chiedere un netto cambio di rotta rispetto a lavoratori e produzione con la «ridefinizione e l’approfondimento tecnico del piano industriale per R2, Evw e il reparto assemblaggio, il chiarimento sulle prospettive occupazionali, anche alla luce di un possibile stallo tra il 2028 e il 2031 e della chiusura di Ag8 e Ews, l’esplicitazione di un piano credibile di ricollocazione e formazione», oltre «la garanzia che i processi di riorganizzazione e automazione non comportino alcuna riduzione salariale per i lavoratori». Al miniestero del Made in Italy è rivolto invece l’appello a convocare al più presto e con urgenza un nuovo incontro.

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