La visita a PizzAut a Monza del presidente del Consiglio Giorgia Meloni non ha mancato di sollevare polemiche. «Una passerella politica, Nico Acampora doveva smarcarsi», è il contenuto della maggior parte dei commenti raccolti dai social.

Meloni a Monza da Pizzaut, Nico Acampora ricorda le istituzioni incontrate
Ma il fondatore di PizzAut si smarca e ricorda che i ragazzi di PizzAut hanno incontrato anche Enrico Letta che è stato cameriere per un giorno e il presidente Giuseppe Conte quando erano arrivati con il loro food truck a Montecitorio proponendo la pizza «DPCM », mentre all’inaugurazione del ristorante di Cassina De’ Pecchi era intervenuta l’allora presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.
«Abbiamo accolto Landini – ricorda Acampora – durante la campagna del Referendum sul lavoro. Direi che i commenti, da una parte o dall’altra, sono sempre gli stessi, ma speculari di quando cucinammo per l’allora primo ministro Giuseppe Conte».
Meloni a Monza da Pizzaut, la risposta agli haters da tastiera
Cosa risponde dunque agli haters da tastiera? «Io cerco di sensibilizzare tutti alle tematiche dei diritti delle persone disabili – prosegue – ho dialogato con gli altri presidenti del Consiglio, così come ho fatto con Meloni. Ed ho sempre discusso delle stesse cose: di diritto alle terapie, al lavoro, alla scuola, al sostegno ai caregiver».
La ricetta? «Lo facciamo con il sorriso e con una pizza che sono le nostre armi. Armi che hanno portato decine di ragazzi autistici a migliorare la loro vita, le loro competenze sociale e relazionali, inserendoli con contratti a tempo indeterminato nel mondo del lavoro. PizzAut non ha nessun contributo pubblico e questo la rende autonoma e può quindi dialogare con tutti e criticare».