Capitolo autovelox, dal 4 maggio, data ultima di una fase di verifica tecnica, un Decreto del ministero delle infrastrutture e dei trasporti stabilirà quali dispositivi siano conformi e quali invece dovranno essere adeguati alle nuove procedure di omologazione oppure dismessi. Lo step arriva dopo che a fine novembre dello scorso anno lo stesso Ministero aveva ricevuto l’elenco degli autovelox presenti sul territorio nazionale, oltre 3.600 tra fissi e mobili. Quattro i dispositivi di rilevamento di velocità monzesi censiti. Ma si tratta (per ora) di impianti “autorizzati” ma non ”omologati”.
Il Decreto attuativo, che punta a sanare il vuoto normativo tra approvazione e omologazione, introdurrà una distinzione netta basata sull’anno di approvazione: quelli post 13 giugno 2017 saranno considerati automaticamente omologati, questo perché con standard tecnici e taratura già conformi. Al contrario, i dispositivi installati prima dovranno essere adeguati dal punto di vista tecnologico a nuovi dispositivi tecnici stabiliti dallo stesso Ministero o dismessi.
Fino ad allora i verbali elevati in caso di infrazione restano impugnabili. La Corte di Cassazione, ad aprile del 2024, ha infatti sentenziato che una sanzione, per essere valida, deve arrivare da un apparecchio omologato e non solo approvato.
Monza e i quattro autovelox censiti dal Ministero: si va verso l’omologazione
Proprio alla luce della sentenza, «per non esporsi a contenziosi, i dispositivi dei quali siamo dotati non sono più stati utilizzati» aveva specificato allora il Comando.
Il percorso burocratico per l’entrata in vigore definitiva del Decreto ministeriale segue una tabella di marcia internazionale: dopo un esame a un tavolo tecnico con Viminale, MIMIT e ANCI è stato sottoposto alla procedura europea TRIS (Technical Regulation Information System) che consente agli Stati membri e alla Commissione UE di sollevare eventuali osservazioni sulla conformità delle norme tecniche italiane. Fino al 4 maggio il decreto resterà quindi in stand by. Parallelamente, il testo è al vaglio del Consiglio superiore dei lavori pubblici per gli aspetti legati alla sicurezza stradale. A conclusione i comuni avranno quindi una base giuridica per la gestione dei dispositivi di controllo della velocità.
A Monza gli impianti autovelox tutti con contestazione immediata
Per quanto concerne gli impianti monzesi sono esclusivamente mobili «tutti con contestazione dell’infrazione immediata», hanno specificato dal Comando della Polizia locale di via Marsala. In particolare, un “Velocar Aguia”che consente di rilevare la velocità e le infrazioni semaforiche, un “Velomatic”, dotato di fotocellule, utilizzabile su auto di servizio o nei cabinet presenti su alcune strade cittadine, per misurare la velocità in entrambi i sensi di marcia. E ancora, un “Telelaser Trucam”, dispositivo portatile che consente, oltre che di rilevare la velocità di percorrenza fino a 1200 metri di distanza, di accertare – grazie a una fotocamera ad alta risoluzione che registra video e foto, anche di notte grazie a un flash a infrarossi - anche l’eventuale utilizzo del telefono cellulare al volante e il mancato uso delle cinture di sicurezza. Infine c’è un K53800 Speed, autovelox prodotto dalla azienda monzese Projetc Automation spa, comunicato il 28 ottobre (denominazione: Provincia di Monza e Brianza).
In Brianza sono numerosi i Comuni, in particolare quelli più grandi, ad avere registrato impianti in dotazione alle Polizia locali, oltre una ventina, in particolare telelaser (Brugherio anche un autovelox). Solo circa il 25% degli impianti censiti in tutto il Paese è di tipo fisso e oltre tremila sono gestiti da Polizie locali, provinciali e metropolitane (Milano ha 134 autovelox censiti e guida la classifica seguita da Torino e Roma). Quasi 600 sono invece gestiti dalla Polizia Stradale, compresi i Tutor .
Secondo il censimento del Ministero in Italia sarebbero presenti circa 11.000 dispositivi di rilevazione della velocità tra autovelox fissi, mobili e sistemi simili di questi 3.625 sono stati registrati sulla piattaforma ministeriale ma solo poco più di 1.000 autovelox sono conformi ai requisiti di omologazione previsti dal nuovo decreto