«Quando le capacità di prevenzione si indeboliscono, le mafie riescono a farsi strada. Penetrano, si insinuano, si infiltrano. Affondano le loro radici in profondità e riescono a raggiungere così tanti e così alti livelli da restare più che sbalorditi».
Valerio D’Ippolito, referente per la provincia di Monza e Brianza di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” non nasconde la sua preoccupazione: «Le attività di prevenzione sono ridotte al lumicino, quando invece anche solo qualche anno fa la situazione era diversa. Oggi le amministrazioni comunali sono distanti. E questo, ce lo insegna la storia, è un male: è un cattivo segnale. Penso alla normativa nazionale antimafia relativa agli appalti pubblici e a tutti quelli che sono gli strumenti che dovrebbero controllare, e impedire, le infiltrazioni mafiose: si sono indeboliti, non sono sufficienti a contrastare un fenomeno che sappiamo, purtroppo, essere ben presente anche nella nostra Brianza».
Sicurezza: quando la Brianza abbassa la guardia, l’appello di Libera alla vigilia della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie
La constatazione (amara) e l’appello a reagire e a impegnarsi civilmente arrivano a pochi giorni dall’edizione 2026 della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, celebrata sabato 21 marzo con una grande manifestazione nazionale a Torino, a cui anche la sezione territoriale di Libera parteciperà con una delegazione.
«La situazione a Monza e in Brianza non è né migliorata né peggiorata nell’ultimo periodo: le mafie c’erano, e ci sono ancora. E continueranno a esserci, se non si interviene: oltre che con strumenti legislativi, anche con iniziative di sensibilizzazione per diffondere quanto più possibile la cultura della legalità. Come mancavano in passato, ancora oggi continuano a mancare sportelli e luoghi di ascolto e, più in generale, iniziative strutturate che vadano oltre sporadiche presentazioni di libri o occasionali incontri tematici. Condizioni del genere sono rischiose. Perché poi va a finire così: che quanto sia profonda la capacità delle mafie di farsi strada nel sistema lo scopriamo, purtroppo, solo a cose fatte: solo quando vengono resi noti i risultati delle inchieste».
Sicurezza: quando la Brianza abbassa la guardia, sul territorio la ‘ndrangheta in posizione dominante
Inchieste che, nel corso degli anni, hanno messo in luce la presenza, nel territorio di Monza e Brianza, «dell’ndrangheta, sicuramente in posizione dominante – sottolinea D’Ippolito – rispetto alla camorra, per quanto comunque altrettanto presente. E questo a differenza, invece, delle mafie straniere, di cui al momento non abbiamo evidenze».
Secondo Libera Monza e Brianza la presenza di mafie è strettamente legata ad alcuni settori chiave, in primis «il gioco d’azzardo». Agli ambiti, diciamo così, di intervento più tradizionali, come «l’edilizia e la movimentazione della terra», si stanno sempre più affiancando delle ingerenze «nelle imprese e nelle attività commerciali, come ad esempio la ristorazione». Quelle oggi che stanno prendendo sempre più piede sono le cosiddette mafie dal colletto bianco, che «operano in modo silenzioso in una zona grigia che inquina l’economia legale», strangolandola dall’interno.