Si è avvalso della facoltà di non rispondere, escludendo – come detto da subito – di essere stato al cellulare al momento dell’incidente in via Vittorio Veneto a Milano. Per il dipendente Atm che il 27 febbraio era alla guida del tramlink deragliato e poi finito contro un palazzo lunedì 16 marzo era in programma l’interrogatorio in Procura. L’uomo, residente a Muggiò, “è ancora sotto choc, non in condizione di rispondere alle domande“, ha riferito l’avvocato Mirko Mazzali.
Tram deragliato a Milano, il conducente “è ancora sotto choc”: le accuse, l’avvocato e il cellulare
Il tranviere è accusato di disastro ferroviario e omicidio e lesioni colpose; il bilancio dell’incidente è di due persone morte e una cinquantina ferite. Subito dopo l’evento aveva dichiarato di aver avuto un malore.
“Al momento dell’impatto posso escludere che fosse al telefono – ha aggiunto l’avvocato – Non c’è stato traffico dati nel momento in cui è avvenuto l’incidente“.