Teatro: lezioni di storia con Lella Costa, Lisistrata e lo sciopero del sesso per la pace

Al teatro Manzoni di Monza va in scena Aristofane: da venerdì a domenica Lella Costa è protagonista di "Lisistrata".
Teatro Lella Costa Lisistrata
Teatro Lella Costa Lisistrata

Antico, eppure modernissimo il pensiero di Aristofane. Lo riporta al centro dell’attenzione la programmazione del teatro Manzoni che propone per venerdì 13 marzo e sabato 14 marzo alle 21 e domenica 15 marzo alle 16 “Lisistrata” con protagonista Lella Costa. Aristofane, nato ad Atene verso il 445, scrisse l’opera nel 411.
È un testo ricco di spirito e persino di vis comica che mette in primo piano una donna ateniese, Lisistrata (letteralmente “colei che scioglie gli eserciti”) che guida le donne della sua città a uno sciopero del sesso per imporre la pace.

Teatro, lezioni di storia con Lella Costa: la tesi pacifista di Lisistrata a cui aderiscono anche le donne spartane

Una soluzione radicale e geniale al tempo stesso. All’appello si associano anche le donne spartane. Gli uomini, impegnati al fronte, sono costretti a cedere mettendo fine alla guerra. Il commediografo affronta un argomento “audace” con spregiudicatezza e libertà anche perché certe tematiche ai suoi contemporanei sembravano del tutto innocenti e per nulla offensive. Aristofane non è mai immorale. Con il suo inesauribile brio fa sostenere a Lisistrata una tesi pacifista con saggezza e grande amore per la patria.
Lisistrata, con la sua forza e la sua determinazione, dimostra che il cambiamento è possibile e che anche la voce di una sola donna può fare la differenza. E così la riconciliazione viene celebrata accomunando ateniesi e spartani.

Teatro, lezioni di storia con Lella Costa: il testo e gli attori

L’adattamento del testo originale è stato curato da Emanuele Aldrovandi con la collaborazione della regista Serena Sinigaglia. Momenti di narrazione pura si alternano a momenti dove l’azione prende il sopravvento. Lella Costa, attrice di grande esperienza e di notevoli capacità interpretative, regala al suo personaggio un forte spessore emotivo.
La affianca un gruppo di attori di elevato livello (Marco Brinzi, Francesco Migliaccio, Stefano Orlandi, Maria Pilar Pérez Aspa, Giorgia Senesi, Irene Serini) che si confrontano tra il comico e il malinconico con il forte atto di ribellione del suo personaggio. Lisistrata più che la protagonista di una commedia sembra un’eroina di una tragedia, decisa a riportare la vita dove regna la morte. Si trova al centro di un mondo che sta cadendo a pezzi nel quale prevalgono l’odio e le armi e il potere è nelle mani di politici e tecnocrati che non sanno (o non vogliono?) risolvere la situazione.

Scrive la regista nelle sue note di regia: «Sono passati 2.500 anni. E siamo ancora qui, circondati da guerre e da violenze di ogni genere. La voce di Lisistrata deve dunque continuare a emergere dal frastuono delle armi e di politici inetti, portando in primo piano il luminoso faro del rispetto e dell’amore tra gli uomini».

Oggi più di ieri, in un’epoca segnata da vecchie ruggini e nuovi conflitti, questo esilarante testo rivolge il suo messaggio. Con ironia, con una voce dirompente e con disarmante verità invita le donne a unirsi: «Perché non ci provate? Magari è la volta buona che ci riuscite».