È un consenso non solo unanime ma anche convinto quello con cui il consiglio comunale ha approvato con 28 voti la convenzione tra il municipio e la cooperativa Monza 2000 per la riqualificazione del centro di via Tazzoli, il suo efficientamento energetico, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la sistemazione e la gestione delle camere destinate ad housing temporaneo e degli spazi aperti al pubblico.
Il Comune, ha spiegato il vicesindaco Egidio Longoni, concederà lo stabile in diritto di superficie per trent’anni a un canone di circa 15.000 euro l’anno e contribuirà con 1.300.000 euro ai lavori mentre il restante milione sarà impegnato dall’operatore che dovrà garantire le manutenzioni fino al marzo 2056.
Monza: il centro di via Tazzoli ha un futuro, coprogettazione e housing temporaneo
Per far rivivere la struttura l’amministrazione ha imboccato la strada della coprogettazione degli interventi a carattere sociale, apprezzata dall’intera aula: «Abbiamo cercato di rimettere in gioco un immobile – ha dichiarato Longoni – che ha una storia importante per San Fruttuoso».
Via Tazzoli, ha precisato la presidente della Monza 2000 Lucia Oggioni, manterrà «il carattere di housing sociale temporaneo e diventerà un polo di riferimento per il territorio» come hub polifunzionale.
La casa Giovanni Paolo II accoglierà lavoratori provenienti da altre città, studenti, famiglie e persone, come i padri separati, che faticano a trovare un’abitazione alla portata dei loro stipendi.
Monza: il centro di via Tazzoli ha un futuro, incognita casa per gli 83 ospiti nei diciotto mesi di cantiere
I prossimi tre mesi dovrebbero essere i più delicati in quanto gli 83 ospiti dovranno trovare una sistemazione alternativa perché per i diciotto mesi del cantiere l’edificio rimarrà chiuso anche per i residenti: tutti gli schieramenti hanno sollecitato una attenzione particolare proprio nell’accompagnarli nella ricerca di una nuova collocazione.
«Cinque o sei sono seguiti dai Servizi sociali – ha detto la presidente della cooperativa – ma temiamo che siano una quindicina quelli che faticheranno a trovare in modo autonomo una abitazione». Alcuni di loro potrebbero essere dirottati alla cascina Cantalupo, gestita anch’essa dalla Monza 2000, mentre altri potrebbero essere inseriti in alloggi popolari.
Monza: il centro di via Tazzoli ha un futuro, le reazioni
L’aula ha invitato l’amministrazione a monitorare annualmente l’andamento della coprogettazione, a definire un piano flessibile per poter rispondere ai bisogni che potrebbero emergere nell’arco di trent’anni e a valutare il taglio da dare al servizio di ristorazione in modo da garantirne la sostenibilità.
«Mi piace l’idea di recuperare un pezzo di città rimasto un po’ abbandonato con il coinvolgimento della comunità circostante», ha riflettuto la democratica Giovanna Porro. «Stiamo facendo un investimento importante – ha convenuto Francesco Racioppi di LabMonza – offriamo strumenti di autonomia invece che risposte emergenziali».
«La coprogettazione può dare un respiro più ampio – ha commentato il leghista Simone Villa – le idee di ristrutturare solo alcune parti del centro espresse in passato si sono dimostrate velleitarie, coccolate solo perché venivano dalla consulta».