Anche brianzoli al rave party di San Valentino sul Po con 42 denunciati

Rave di San Valentino, una foto diffusa dalla Polizia di Stato
Rave di San Valentino, una foto diffusa dalla Polizia di Stato Polizia di Stato

Monzesi e brianzoli al “rave party di San Valentino“. Qualcuno è finito tra i 42 denunciati dalla Polizia di Stato, provenienti da 14 province di tutto il Nord Italia, tra i quali quattro minorenni, in seguito a una “retata” delle Forze dell’ordine nel comune di Dosolo, Mantova, lungo il Po. Il rave, in corso in un capannone agricolo abbandonato, è stato intercettato da alcune pattuglie dei Carabinieri della Compagnia di Viadana impegnate in un servizio di controllo del territorio. Giunti sul posto i militari hanno interrotto la festa ancora in pieno svolgimento: presenti decine di persone.

Chiesti rinforzi, sul posto sono arrivate altre pattuglie dei Carabinieri e poi della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza. Dopo la segnalazione dei militari intervenuti per primi il questore ha subito disposto servizi di ordine e sicurezza pubblica: le forze di polizia intervenute hanno circoscritto la zona, molto vasta, caratterizzata dalla presenza di campi e capannoni e hanno presidiato tutte le vie di accesso per evitare l’arrivo di ulteriori partecipanti al rave.

Il rave party di San Valentino: anche da Monza e Brianza tra le decine di denunciati, anche minorenni

Una festa organizzata evidentemente da giorni e in maniera meticolosa: oltre alla occupazione abusiva del capannone, di proprietà di una azienda agricola, sia all’interno che davanti era stata allestita una discoteca con dj, casse acustiche e un generatore di corrente.

Tutti i presenti, fermati, sono stati identificati e la festa è stata interrotta. Il Prefetto della provincia di Mantova, nel frattempo, ha convocato d’urgenza una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per seguire l’andamento dell’intervento delle forze dell’ordine.

Spenta la musica, l’Arma dei Carabinieri e la Digos della Questura hanno sequestrato il mezzo utilizzato per il trasporto degli impianti e per l’amplificazione tramite la quale era stata diffusa la musica oltre che i telefoni cellulari degli organizzatori dell’evento, che sono stati denunciati per invasione di terreni o edifici con pericolo per la salute pubblica o l’incolumità pubblica.

Rave di San Valentino, il Questore ha emesso fogli di via fino a 3 anni

I 42 partecipanti denunciati, ritenuti responsabili, “in ipotesi accusatoria”, di invasione di terreni ed edifici – con l’aggravante, per gli organizzatori, di avere messo in pericolo anche la salute pubblica e l’incolumità pubblica – sono risultati provenire, oltre che da Monza e Brianza, dalle provincie di Como, Trento, Cremona, Bologna, Verona, Mantova, Lodi, Milano, Pavia, Varese, Brescia, Bergamo e Reggio Emilia.

Nei giorni successivi il Questore di Mantova, Guglielmo Toscano, ha emesso 41 fogli di via obbligatori con divieto di ritorno nel comune di Dosolo per i partecipanti e gli organizzatori. Alcuni dei soggetti identificati e deferiti all’Autorità Giudiziaria sono risultati gravati anche da misure di prevenzione personale per aver già partecipato ad analoghi raduni illegali.

Il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno è una misura di prevenzione personale emessa dal Questore nei confronti di soggetti ritenuti socialmente pericolosi, che non risultano residenti o avere legami nel luogo in cui vengono identificati. Si tratta di un provvedimento amministrativo che limita la circolazione ma non la libertà personale e obbliga ad allontanarsi dal luogo con divieto di ritorno che può andare da sei mesi a a quattro anni. L’inosservanza del provvedimento è punita con la reclusione da sei a diciotto mesi e con la multa fino a 10.000 euro.

Al termine dell’istruttoria svolta dalla Divisione Anticrimine, considerati sussistenti i presupposti della pericolosità sociale per tutte le persone identificate, “avendo accertato peraltro che le condotte tenute sono state tali da offendere e mettere in pericolo l’integrità fisica o morale anche di soggetti minorenni, presenti sul luogo del rave party”, oltre che la sanità, la sicurezza e la tranquillità pubblica, per 28 persone è stato disposto il divieto di ritorno a Dosolo per un anno, mentre per 13 il divieto è stato esteso a 3 anni in quanto sono stati valutati anche i “precedenti specifici e i pregiudizi di polizia a loro carico”.

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