La mira della Procura di Monza resta larga… Annullato il mandato di arresto internazionale

La trilogia giudiziaria continua: terza bocciatura per i magistrati di Monza sul caso di Davide Erba, ormai siamo al refuso giudiziario seriale
Veduta area del tribunale di Monza
Veduta area del tribunale di Monza

Tre indizi non sono una prova, ma tre annullamenti fanno quantomeno una statistica. Il Tribunale del Riesame ha cancellato il mandato di arresto internazionale nei confronti di Davide Erba, “griffato” dalla Procura di Monza. È la terza volta che un provvedimento contro il brutto e cattivo anatroccolo (colpevole perfetto) finisce nel cestino. Ennesima figuraccia delle toghe? No, diciamo più semplicemente che deve essersi trattato un’esercitazione ripetuta di diritto processuale applicato. Sarà persecuzione? Ma no. Figuriamoci. Può capitare di sbagliare. Una volta. Due, se la giornata è storta. Tre diventa quasi un format. Nessuno è perfetto. Errare è umano. Perseverare, ricordava qualcuno, è diabolico, ma qui restiamo, con l’annullamento di oggi, sul terreno delle sviste, delle distrazioni, dei “refusi giudiziari”.

Davide Erba: in Procura erano convinti che la verità passasse dalle manette

Niente mandato internazionale. Niente arresto. Nessun latitante. In Procura erano convinti che la verità passasse dalle manette. Si dovranno accontentare dell’ennesima figuraccia rimediata. Un dettaglio. Capita. Soprattutto se causato da un’interpretazione creativa. Una lettura alternativa del codice. Ci sta. Probabilmente gli uomini di legge di piazza Garibaldi a cui va, nonostante tutto, la nostra incondizionata stima per l’impegno dato nel loro duro lavoro quotidiano, erano distratti dalla campagna referendaria di questi giorni. Impegno lodevole che sottrae però tempo ed energie per le bagatelle giudiziarie come quella di cui ci stiamo occupando e qualche “danno” ci ha causato. Comprendiamo pure questo.

Davide Erba: più che accanimento, sembra distrazione. Servirebbe un po’ di mira…

Intanto Erba incassa il terzo stop alle iniziative giudiziarie che lo riguardano. E noi, da semplici spettatori destinati per inerzia a scansare materiale con consistenza simile al fango ma molto più organico che ci viene gettato addosso quotidianamente, ci chiediamo con candore. Tutto sotto controllo? Sì. Ma chi lo racconta a quelli che hanno letto in un recente passato i titoloni dei giornali contro noi “appestati” de Il Cittadino e che da mesi ci guardano con occhio torvo? Che raccontiamo a quelli che hanno cercato di togliere l’ossigeno negandoci la pubblicità grazie alle “sviste” dei magistrati di Monza? Può capitare di sbagliare. Anche tre volte. Anche se fai il magistrato. Ma più che accanimento sembra distrazione. E a Monza più che l’enfasi, a questo punto servirebbe un po’ di mira

L'autore

Marco Pirola fu Arturo. Classe 1962, quando l’Inter vinse il suo ottavo scudetto. Giornalista professionista cresciuto a Il Giornale di Montanelli poi approdato su vari lidi di carta e non. Direttore del settimanale L’Esagono prima e di giornali “pirata” poi. Oggi naviga virtualmente nella “tranquillità” (si fa per dire…) dei mari del sud come direttore responsabile de Il Cittadino.