Una proposta moderna è stata suggerita da Hq Monza, l’associazione di cittadini per la qualità della vita, a BrianzAcque (gestore unico dei servizi idrici), che “si è dimostrata più volte aperta all’innovazione intelligente”.
Il progetto prevede l’installazione di microturbine nella rete dell’acqua potabile e nelle fognature: il nuovo sistema ad alta efficienza sfrutterebbe la pressione per generare energia, rispettando le norme della direttiva europea sull’acqua destinata al consumo umano e i decreti ministeriali su materiali e oggetti applicati negli impianti di acqua potabile.
Proposta da Monza, non soltanto fotovoltaico: l’idroelettrico sul Villoresi
Monza è una città già all’avanguardia, grazie agli impianti idroelettrici sul canale Villoresi che producono una parte del fabbisogno giornaliero energetico della città, ricorda Hq.
“Se Monza avesse pannelli fotovoltaici su tutti gli edifici pubblici e su quelli destinati ad uffici e/o attività industriali, sarebbe in grado di produrre sino al 40% dell’energia che consuma“, nota l’associazione nel quadro del Piano energetico solare comunale.
Proposta da Monza, non soltanto fotovoltaico: lo stato dei pannelli
Nella città ne sono stati introdotti efficientemente solo sul tetto della sede di via Canova dell’azienda Acinque, mentre molto meno efficace l’installazione di 2.058 pannelli su 10mila metri quadrati a terra alle ex cave Rocca. Quest’ultima infatti rappresenta a pieno i problemi dietro alle installazioni fotovoltaiche a terra, come consumo di suolo e danni alla biodiversità, sostiene l’associazione monzese.
Notati questi problemi, lo scorso novembre la provincia di Monza e Brianza ha deciso di frenare la realizzazione dell’“agrivoltaico” nei campi. I pannelli fotovoltaici, dicono, potrebbero essere sostituiti dalle turbine nelle reti idriche e fognarie.
Proposta da Monza, non soltanto fotovoltaico: la proposta
Hq Monza esorta dunque varie aziende a sviluppare sistemi di accumulo dell’energia Bess – Battery energy storage solutions, per immagazzinare l’energia in eccesso prodotta di notte e sfruttarla nel giorno. Questo passo risulterebbe in avvicinamento agli altri Paesi europei, che, tramite l’utilizzo di batteria a flusso o a idrogeno, risultano molto più efficienti dell’Italia.
Insomma, tutte modalità per indicare la via verso una città sempre più moderna e autosufficiente, capace di sopravvivere in un futuro energeticamente ostico.
(* hanno collaborato Lorenzo Gaviraghi e Tiziano Amoresano, Liceo linguistico Mosè Bianchi)