Va di traverso alle associazioni ambientaliste di Monza e ai comitati civici il più recente dei piani attuativi approvati dalla giunta Pilotto, uno spicchio di terreno rimasto finora libero lungo via Boito, angolo via Carissimi, proprio di fronte all’incrocio con via Donizetti che porta all’ospedale San Gerardo. Quel terreno è già edificabile da piano di governo del territorio e la proprietà ha presentato una proposta che è sta adottata dall’amministrazione comunale, atto che precede il periodo delle osservazioni (in corso) e il successivo via libera definitivo.
Monza, altro cemento a Cazzaniga: la distanza dalla M5

Gli ambientalisti tra l’altro sollevano dubbi su un dettaglio non da poco: proprio lì sotto, nella parte più a sud del lotto di terreno, passa la futura metropolitana M5, con una curva del percorso in arrivo dal San Gerardo e diretto al polo istituzionale: rilevano, in particolare, che gli edifici si trovano a una distanza di 25 metri dalle rotaie e non a 30, come previsto dalla legge, pertanto sarebbe necessaria una deroga che, agli atti, non risulta.
“Comunque è bene non dimenticare che una metropolitana produce, nel suo passaggio, numerose vibrazioni e rumore lancinante, soprattutto se è in curva come in questo caso (oltre a problemi di sicurezza) – scrivono – Pertanto: si chiede di rivedere il progetto mantenendo una distanza di 30 metri dall’ultima rotaia della futura M5. In subordine, si chiede di allegare alla delibera l’eventuale deroga a tale distanza rilasciata dagli enti competenti e di pubblicarla, allegandola alla eventuale delibera di approvazione del piano attuativo“.
Monza, altro cemento a Cazzaniga: il problema degli alberi
La stessa metropolitana potrebbe poi minacciare le piantumazioni previste nell’area, sostengono: “Per quanto riguarda le altezze degli edifici previsti” da piani urbanistici possono essere realizzati abitazioni fino a tre piani abitabili o cinque se sono previste azioni “per migliorare la dotazione di aree libere piantumate, pubbliche e private”. “In realtà si prevede l’eliminazione di 15 alberi (8 per selezione e 7 per interferenza) e la piantumazione di altri 25“, ma andrebbe per gli ambientalisti considerato il passaggio di M5, che “molto probabilmente provocherà o l’eliminazione delle piantumazioni esistenti o le danneggerà. Anche in questo caso, risulta necessaria una dichiarazione scritta della MM sulla tutela di quel verde. Tanto più che per le nuove piantumazioni saranno necessari molti anni per la loro crescita e quindi sviluppare il loro benefico effetto sulla qualità dell’aria e quello visivo. Il previsto taglio di alberi rispetta il recente regolamento del verde approvato dal consiglio comunale?“.
Monza, altro cemento a Cazzaniga (come a Hong Kong)

Il progetto, sottolineano, si inquadra in un quartiere che negli ultimi anni è stato massicciamente edificato. Abitano a Cazzaniga “circa 17.000 abitanti con una densità di oltre 8.000 abitanti per km quadrato (come Singapore e Hong Kong). Poiché ha nella sua parte nord, al confine con il Comune di Vedano al Lambro, un polo sanitario costituito dal nuovo ospedale San Gerardo, è interessata ogni giorno da forti flussi di traffico di attrazione e gravitazione verso e da quella struttura, oltre quelli lungo i vialoni verso la Villa reale e il Rondò dei Pini. Poche sono le aree verdi ormai rimaste assediate da quella insensata urbanizzazione, ma nonostante questo fatto, si continua ad edificare anche su aree verdi, agevolati dagli strumenti urbanistici dal 1971 fino ad oggi. Il quartiere risulta essere anche la zona dove le abitazioni hanno un maggiore costo a Monza, sia per la vendita sia per gli affitti”.
Monza, altro cemento a Cazzaniga: 10mila metri cubi in 10 anni
E allora, la conta delle edificazioni autorizzate negli ultimi dieci anni: nel 2013 il piano delle vie Sant’ Andrea / Lissoni (7.000 metri cubi residenziali) e quello di piazza Virgilio (30.000 mc residenziali, ma modificato nel 2022 in commerciali); nel 2014 via Ponchielli (2.600 mc residenziali) e l’ex cinema Maestoso (7.000 mq commerciali, modificato nel 2018); nel 2015 l’ex Feltrificio Scotti (25.000 mc residenziali), l’area di via Birona/Perosi (4.200 mc residenziali e terziario) e via Mascagni (3.800 mc residenziali e terziario); nel 2016 via Clementi (2.200 mc residenziali) e nel 2019 via Paganini (5.400 mc residenziali). Infine nel 201 via Monviso (13.600 mc residenziali). A questi si aggiungono permessi a costruire e Scia. Non fa meno di 100mila metri cubi di edificato.