Una lettera aperta a proposito del futuro dell’arengario e del progetto di accessibilità presentato nelle scorse settimane: l’hanno scritta le associazioni culturali monzesi al sindaco Paolo Pilotto, che ha risposto in tempi rapidi proponendo un incontro, ponendo diversi interrogativi e proponendosi come interlocutori.
Monza, arengario accessibile: le associazioni chiedono coinvolgimento, le motivazioni
«Sindaco Paolo Pilotto, con la presente le associazioni culturali sottoindicate chiedono un incontro a breve scadenza con la signoria vostra allo scopo di contribuire al dibattito sul tema dell’accessibilità all’Arengario di Monza prima che vengano assunte decisioni definitive – si legge –
Premesso che le associazioni culturali hanno sempre avuto a cuore la città e che in tale contesto l’Arengario rappresenta il luogo urbano più identificativo per i cittadini monzesi, riteniamo che tale incontro dovrebbe avere un carattere pubblico, in modo che tutti possano conoscere, attraverso un’informazione di prima mano, come l’amministrazione comunale intenda procedere nei confronti del più importante monumento civile di Monza. Sotto questo aspetto non sembra esserci stata finora la necessaria ampiezza. Per quanto ci riguarda, le nostre associazioni non sono state neppure invitate alla riunione tenutasi il 16 dicembre sull’argomento. Poiché la trasparenza e il dialogo con i cittadini sono aspetti costantemente rivendicati dall’attuale amministrazione comunale, anche noi pensiamo di poter svolgere una funzione consultiva utile all’amministrazione stessa».
Monza, arengario accessibile: le associazioni chiedono coinvolgimento, i quattro punti importanti
E poi i «quattro punti importanti sui quali aprire la discussione». Secondo l’associazione sono: «1. Conoscere il motivo che ha portato l’amministrazione comunale a preferire l’incarico diretto a un singolo studio di architettura invece di optare per un maggiore coinvolgimento di progettisti in un concorso di idee che garantirebbe un più ampio ventaglio di proposte su cui basare la scelta definitiva.; 2. Nell’ottica di salvaguardare le prospettive urbane incentrate sull’Arengario, qualificanti il delicato equilibrio ambientale del centro città, permane il dubbio che verrebbero messe in crisi da una torre-ascensore con passerella in quota, esposta oltretutto alle intemperie; 3. Riconsiderare l’intera questione dal punto di vista della unicità di piazza dell’Arengario. Gli altri spazi pubblici della città non sono infatti in grado di competere con essa in termini di riconoscibilità e autoidentificazione collettiva: la piazza Trento e Trieste rimane principalmente un vuoto urbano; la piazza Carducci è soltanto un parcheggio; la piazza San Paolo è un luogo di transito spesso invaso dai dehors dei locali di ristorazione presenti; la piazza del Duomo serve necessariamente da rispetto della basilica. Per questo, l’intervento sull’Arengario dovrebbe partire da una valutazione complessiva del luogo nel quale l’edificio sorge. Si ritiene importante sviluppare una progettazione finalizzata a garantire l’inclusività di uno spazio espositivo nel contesto esclusivo del complesso civile e monumentale; 4. In virtù di una tradizione secolare e della posizione baricentrica nella geografia urbana, l’insieme formato dalla piazza, dal portico dell’Arengario e dall’Arengario stesso è diventato il vero centro simbolico della città storica, riconosciuto e aperto alla fruizione collettiva. Tale unità dell’insieme, significativamente resa dalla continuità del piano terreno (piazza e portico), sarebbe invece parzialmente intaccata da un impianto di risalita collocato sotto il portico, inevitabilmente invasivo, allo scopo di recuperare alcune decine di metri quadri al piano superiore dell’Arengario».
Monza, arengario accessibile: le associazioni chiedono coinvolgimento, l’apertura del sindaco
La lista della associazioni culturali che hanno deciso di aderire alla lettera aperta inviata al sindaco è particolarmente lunga. La risposta del sindaco Paolo Pilotto è stata particolarmente rapida: con la lettera recapitata nella serata di martedì, mercoledì mattina ha preso carta e penna (digitali) per invitare le associazioni a un incontro e discutere insieme del progetto per l’arengario.
«Molto soddisfatto della immediata risposta del sindaco che ha deciso di aprire un dialogo costruttivo con le associazioni culturali monzesi sul tema» ha detto Ettore Radice (Mnemosyne).