Dark web e chat criptate: agenti sotto copertura a caccia di orchi in Rete

Indagini a tutto campo della Polizia postale, il cybercrime economico-finanziario resta centrale con oltre 27mila casi trattati solo nel 2025.
Polizia postale
Polizia postale Chiara Pederzoli

L’ultima indagine ufficiale che ha riguardato anche Monza e provincia risale a marzo scorso con perquisizioni e indagati. Un’indagine sotto copertura, una tra le più vaste mai compiute in Italia contro lo sfruttamento sessuale dei minori online. È stata chiamata “Hello” e ha visto 115 indagati in 56 province italiane con 34 arrestati, tra i 21 e i 59 anni, risiedenti in 22 province. A condurla la Polizia di Stato Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Catania, con la collaborazione del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (Cncpo) del Servizio Polizia Postale coordinata dalla Procura Distrettuale della città siciliana. Oltre 500 gli operatori della Polizia postale impegnati con il sequestro di “decine di migliaia di file illegali” scambiati in “una nota piattaforma di messaggistica istantanea”. Immagini e filmati raccapriccianti “con bambini abusati in età infantile ed episodi di zooerastia con vittime minori”.

Dark web e chat criptate: i numeri del 2025

Nell’anno appena passato, al 21 dicembre, la Polizia postale ha trattato nei settori della tutela della persona e in particolare dei minori online, tutela del patrimonio di privati, imprese e istituzioni dalla criminalità finanziaria in rete, contrasto al cyberterrorismo e protezione delle infrastrutture critiche informatizzate, 51.560 casi, con 293 arresti, 7.590 persone denunciate e 2.157 perquisizioni. I procedimenti per pedopornografia e adescamento sono stati 2.574, con 222 arresti. Il monitoraggio da parte del Cncpo ha riguardato oltre 16.500 siti, con 2.876 inserimenti in black list. Gli agenti hanno privilegiato in particolare indagini “su aree oscure della rete e piattaforme criptate”.

La Sezione Operativa, impegnata nella tutela della persona dai reati commessi online, ha svolto un’azione che ha portato a 1.298 persone indagate e 245 perquisizionicon particolare attenzione alle diverse forme di aggressione riconducibili al “Codice Rosso”” per le quali sono state attivate 477 procedure, “in prevalenza per casi di stalking e revenge porn”.
Grande attenzione è stata riservata anche agli attacchi informatici (9.250 casistiche) gestiti dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (Cnaipic). Oltre 49.000 gli alert diramati dal Centro per prevenire e contrastare attacchi ai sistemi informatizzati di interesse nazionale. Gestite 47 richieste di cooperazione internazionale, consentendo l’identificazione e il deferimento di circa 169 persone. Rafforzate inoltre le attività preventive e investigative sul fronte “cyberterrorismo”.

Dark web e chat criptate: intelligenza artificiale e deepfake

Sviluppate poi competenze specifiche su analisi dei flussi, cripto-asset e frodi digitali: gli attacchi avvengono anche con l’intelligenza artificiale, con l’uso dei deepfake, “che ha reso i tentativi di truffa ai danni dei cittadini sempre più sofisticati”, rendendo necessaria l’introduzione di una nuova e specifica fattispecie di reato. “Il cybercrime economico-finanziario – dice la Polizia postale – resta centrale, con 27.085 casi trattati e 4.489 persone indagate”.

L'autore

Classe 1971, faccio il giornalista dal secolo scorso, da fresco universitario. Sempre fedele al Cittadino, sono stato prima collaboratore locale, poi, da assunto, praticante e infine professionista, dal 2008. Le mie passioni? La cronaca nera e le storie (belle) delle persone. Ma anche lo sport, il rosso (Ferrari e Ducati), il verde dei campi da calcio e l’arancione di quelli da tennis (e del pallone da basket). E poi le serie tv, i libri di Simenon e una pedalata al parco, di Monza naturalmente.