Un tavolo per il futuro della Reggia di Monza: mozione in Regione

Lo chiede un documento firmato dai consiglieri Corbetta, Figini, Dozio e Villa: la prospettiva è la scadenza del Consorzio, nel 2029.
Villa reale lilla
Villa reale lilla

In estrema sintesi: per la Reggia di Monza serve coinvolgere qualcuno che ci metta i soldi. Perché la prospettiva è meno larga di quanto si pensi: il Consorzio Villa reale e Parco, cioè l’ente cui sono stati affidati i beni del complesso monumentale brianzolo, scade fra tre anni e mezzo, a luglio 2029.

Saranno passati allora vent’anni dalla sua nascita, voluta soprattutto per procedere con il recupero della Villa reale, che programmava anche la sua scadenza. “Il Consorzio è costituito per una durata di anni 20, salvo proroga conseguente alla modifica dell’Accordo di cui sopra o anticipato scioglimento deliberato volontariamente dai Consorziati, ovvero conseguente alla cessazione dell’affidamento dei beni che i Consorziati Promotori hanno dato in gestione al Consorzio in sede di atto costitutivo o successivamente” si legge nel secondo comma dell’articolo 1 del documento.

Un tavolo per il futuro della Reggia di Monza: il documento

Per questo motivo i consiglieri regionali brianzoli Alessandro Corbetta (Lega), Fabrizio Figini e Jacopo Dozio (Forza Italia) e Alessia Villa (Fratelli d’Italia) hanno presentato una mozione a palazzo Lombardia per chiedere che si apra un tavolo istituzionale per pensare al futuro, a stabilire una nuova governance della Reggia e a fare spazio, se ci fossero, a soggetti privati che possano veicolare risorse economiche. È il caso per esempio della Reggia di Venaria reale, dove siedono negli organismi di gestione due fondazioni private. Certo di tratta di emanazioni di Intesa Sanpaolo e da queste parti non c’è un soggetto analogo, ma chissà.

«Con questa iniziativa chiediamo alla Regione di promuovere un tavolo istituzionale con il ministero della Cultura, i Comuni di Monza e Milano e gli altri soggetti coinvolti – Provincia di Monza e Brianza, Camera di commercio, Assolombarda – per costruire una prospettiva chiara di valorizzazione dell’intero comparto e definire il dopo 2029, anno di scadenza del Consorzio».

Un tavolo per il futuro della Reggia di Monza: i precedenti

Non è a dire il vero un tema del tutto nuovo, anzi: sono anni che si parla di come fare evolvere il Consorzio e si sa che Assolombarda ha da tempo studiato il caso e avanzato una proposta per un soggetto più agile sul fronte dell’organizzazione e dell’attuazione delle decisioni. In tempi relativamente recenti il sindaco Paolo Pilotto, che in quanto tale è presidente del Consorzio da statuto, ha confermato che l’assetto della governance della Reggia era sul tavolo delle priorità. «È necessario ragionare in modo unitario su Villa, Parco e Autodromo, arrivando anche a un nuovo accordo di valorizzazione che garantisca una governance più efficace e autonoma, una gestione sostenibile e una reale apertura agli investimenti, anche privati. Il pubblico da solo non può far vivere tutte le strutture oggi inutilizzate: servono contributi economici stabili e adeguati. L’Autodromo e il Gran premio d’Italia restano una risorsa strategica da consolidare, insieme alla tutela e alla piena fruibilità del patrimonio storico e ambientale».

Il testo della mozione sostiene peraltro che “per garantire il pieno sviluppo di tali potenzialità, è necessario guardare al futuro e introdurre ogni azione utile per aumentare la fruibilità e l’accessibilità degli spazi, ampliare e qualificare il calendario di eventi, sostenere la valorizzazione ambientale, garantire la sostenibilità economica dell’ente gestore e attrarre investimenti pubblici e privati, nonché riformare la governance anche in una prospettiva di maggior respiro nazionale e internazionale”.

Un tavolo per il futuro della Reggia di Monza: un nuovo accordo

I firmatari si rivolgono quindi al presidente della Regione, Attilio Fontana, perché appunto si impegni “in raccordo in raccordo con il ministero della Cultura, il Comune di Monza e il Comune di Milano”, a istituire un tavolo istituzionale tra gli enti proprietari del complesso monumentale della Reggia anche coinvolgendo i soci non promotori (Camera di commercio, Assolombarda e Provincia di Monza e Brianza), per “affrontare congiuntamente la scadenza prevista nel 2029 dell’attuale Consorzio, valutando le soluzioni organizzative e giuridiche più idonee per il futuro assetto gestionale” e allo stesso tempo “stabilire, partendo dall’accordo di valorizzazione del 2008 (quello che ha portato la Regione nella proprietà indivisa con un capitale di finanziamenti in milioni di euro, ndr) e anche tramite la definizione di un nuovo accordo di valorizzazione, un nuovo assetto gestionale che garantisca un miglioramento della governance, nonché il proseguimento e il potenziamento delle attività di tutela, valorizzazione e fruizione del comparto avviate nel corso degli ultimi anni”.

Non è tutto: il tavolo dovrebbe anche “favorire una semplificazione dell’azione dell’ente gestore, una maggiore sostenibilità economica delle attività, un contributo economico stabile e adeguato alla gestione dell’ente da parte dei soci e una valorizzazione del patrimonio di rilievo nazionale e internazionale, anche attraverso il potenziamento di modelli aperti alla collaborazione con soggetti pubblici e privati“.

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