«Come sindaco brianzolo, leggo nello studio sui flussi la cronaca di un disastro annunciato. Vediamo proiettati aumenti di traffico insostenibili per le nostre strade comunali e provinciali, che trasformeranno i nostri centri abitati in camere a gas. Quando la Regione sbaglia la programmazione macroscopica, siamo noi sindaci a dover gestire l’emergenza quotidiana»: sono le parole con cui il sindaco di Aicurzio, Matteo Baraggia, ha accolto lo studio di impatto del traffico voluto dalla Provincia di Lecco e da alcuni Comuni del Meratese.
L’impatto riguarda le ricadute della chiusura annunciata del ponte San Michele, sul fiume Adda, nel 2030, programmata da Rfi (Rete ferroviaria italiana) e Regione Lombardia. Le conseguenze prospettate dall’analisi sono a dir poco inquietanti: i transiti sulla nuova struttura rischiano quasi di raddoppiare (+86%) mettendo in ginocchio la viabilità della zona e quella della parte settentrionale della provincia di Monza, nei piccoli comuni del Vimercatese.
Nuovo ponte di Paderno d’Adda, raddoppio dei passaggi
Per il rappresentante di Patto per il Nord (il movimento formato da ex leghisti disallineati dalle scelte di Matteo Salvini), «la Brianza, motore produttivo del Paese, non può essere trattata come una periferia sacrificale. Servono risposte strutturali: basta accanimento terapeutico su infrastrutture vecchie, serve il coraggio di realizzare le opere nuove che servono davvero ai nostri cittadini e alle nostre imprese».
«I numeri dello studio sono una sentenza inappellabile contro l’attuale gestione: si prevede un aumento dell’86% dei veicoli sul nuovo ponte, passando da 1.000 a quasi 2.000 l’ora – ha aggiunto Jonny Crosio, vicesegretario federale di Patto per il Nord e già capogruppo in commissione Lavori pubblici in Senato, che parte dai dati inequivocabili dell’ultimo studio sui flussi di traffico per denunciare il mancato allineamento con le strategie continentali – Questo scenario apocalittico è il frutto diretto della scelta di Regione Lombardia e del ministero di ignorare le fondamentali programmazioni europee, in particolare i Corridoi 3 e 6. È un errore imperdonabile: guardare a queste direttrici non è solo strategico per gestire i flussi, ma è vitale per accedere alle risorse economiche che dall’Europa dobbiamo pretendere»
Nuovo ponte di Paderno d’Adda, i sindaci in Regione?
E ancora: «Continuare a pensare di scaricare il traffico merci sulla linea storica o su soluzioni tampone è un atto di violenza territoriale. La nostra posizione è chiara: il ponte San Michele, capolavoro dell’ingegneria ottocentesca, non può essere il collo di bottiglia della logistica del XXI secolo. Deve essere salvato e riconvertito integralmente alla mobilità dolce, diventando un polo di attrazione turistica unico in Europa. La logistica pesante deve viaggiare altrove, sulla nuova ferrovia Carnate-Bergamo, l’unica opera capace di separare i flussi e garantire sviluppo vero».
Il +86% è peraltro il dato del solo nuovo ponte: l’aumento del traffico a doppia cifra interessa praticamente tutte le principali arterie della zona. Nelle scorse settimane il consigliere regionale di Forza Italia Jacopo Dozio ha chiesto che i sindaci di per chiedere che i Comuni di Paderno d’Adda, Aicurzio, Bernareggio, Carnate, Cornate d’Adda, Imbersago, Lomagna, Merate, Osnago, Robbiate, Ronco Briantino, Sulbiate, Verderio vengano ascoltati in commissione regionale trasporti e infrastrutture.