Crescita sì ma non esagerata, almeno rispetto ad altre provincie italiane, nel 2026, per il Pil (Prodotto interno lordo) di Monza e Brianza. Secondo dati diramati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre l’aumento dovrebbe essere dello 0,62%, in 46esima posizione sulle 107 totali analizzate. In vetta c’è la provincia di Varese (+1%).
Per l’anno in corso, il Pil nazionale in termini nominali (compresa l’inflazione), dovrebbe superare i 2.300 miliardi di euro, con un incremento di 66 miliardi pari al +2,9 per cento rispetto al dato del 2025. In termini reali (al netto dell’inflazione), sempre secondo la Cgia, invece, la crescita dovrebbe fermarsi allo 0,7% “sostenuta principalmente dalla ripresa dell’export”, stabilità dei consumi delle famiglie e dei consumi della Pubblica Amministrazione. Previsto invece un rallentamento degli investimenti (+0,7 per cento rispetto al +2,4 del 2025).
Crescita del Pil 2026, l’analisi del centro studi Cgia di Mestre
A pesare sarà la scadenza, la prossima estate, della possibilità di usare risorse del Pnrr. Inoltre, come Francia e Germania, l’Italia, sempre secondo l’analisi del Centro studi “continua a manifestare difficoltà nel consolidare una crescita strutturale, prospettando così un ulteriore anno di stagnazione economica”. Se è vero che “da oltre vent’anni la crescita italiana rimane sistematicamente inferiore alla media europea” a causa di “debolezze profonde sul lato della produttività, dell’efficienza della Pubblica Amministrazione e del capitale umano”, in generale con aiuta la situazione conflittuale in atto.
Una “pace duratura” aprirebbe una fase nuova per l’economia globale “con ricadute potenzialmente positive anche per l’Italia” in quanto “tornerebbe la fiducia degli investitori. I capitali, che in fase di crisi tendono a rifugiarsi in asset difensivi, potrebbero riallocarsi verso investimenti produttivi, infrastrutture e innovazione”. “Per l’Italia sarebbe un’occasione cruciale per rafforzare crescita e occupazione, a condizione di saper accompagnare il contesto favorevole con riforme e politiche industriali coerenti. Riducendo, in particolar modo, il peso della burocrazia e del fisco sulle imprese”.
Crescita del Pil 2026, a livello regionale top l’Emilia Romagna
A livello regionale nel 2025 è stato il Veneto a trainare il Paese (+0,66% rispetto al 2024), mentre per l’anno in corso la locomotiva d’Italia, da previsioni, sarà l’Emilia Romagna (+0,86% sul 2025), poi Lazio (+0,78), il Piemonte (+0,74), il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia (entrambe con il +0,73%). In coda alla graduatoria la Sicilia con il +0,28 per cento, la Basilicata con il +0,25 e, maglia nera nazionale, la Calabria con il +0,24.
“Il cuore dello sviluppo del Paese corre lungo la via Emilia – dice la Cgia – Nelle prime 15 posizioni a livello nazionale, ben 6 sono occupate dalle province che sono ubicate lungo questa importantissima arteria stradale. Varese invece spicca “grazie alla sua collocazione geografica economicamente influenzata sia dall’area metropolitana di Milano che dalla Svizzera”. Seguono Bologna (+0,92), Reggio Emilia (+0,91), Biella (+0,90) e Ravenna (+0,89).