Monza e Brianza: un freno al fenomeno “agrivoltaico”

Il consiglio provinciale approva dopo sette mesi di lavoro il documento pensato per mettere tutele al territorio non edificato.
Un impianto fotovoltaico a Caponago
Un impianto fotovoltaico a Caponago Marco Testa

Via libera del consiglio provinciale di Monza e Brianza alla mozione con cui l’ente individua dove e come si possono costruire impianti fotovoltaici a terra: è un documento proposto dal centrosinistra di Brianza Rete Comune che, dopo un lavoro di confronto con il centrodestra partito ad aprile, ha come obiettivo la “salvaguardia del territorio nella transizione energetica“. In sintesi: evitare che le aree non edificate vengano massicciamente convertite a parchi solari.

«Il fenomeno dell’agrivoltaico e dei campi fotovoltaici è sempre più in espansione anche sul nostro territorio» ha detto il capogruppo del centrosinistra Vincenzo Di Paolo, per il quale «la normativa non offre sufficienti garanzie in merito alla protezione dei territori più vulnerabili, con il rischio che le aree idonee individuate per la realizzazione di impianti di energia rinnovabile non siano congruenti con gli obiettivi di tutela dei suoli, del paesaggio e della biodiversità. Tutto ciò vale ancora di più in un territorio come la Provincia di Monza e Brianza, caratterizzata da un’elevata e diffusa densità demografica, con un consumo di suolo tra i più alti d’Europa». 

Monza e Brianza: operazioni coraggiose per l'”agrivoltaico”

Nelle intenzioni, oltre a impegnare la giunta provinciale ha insistere con Regione Lombardia perché siano individuati strumenti idonei, la mozione investe anche la Provincia stessa a trovare i mezzi necessari, «anche tentando operazioni più coraggiose per contrapporsi a situazioni di resistenza sotto il profilo normativo». Il banco di prova potrebbe essere la revisione del Ptcp, il piano territoriale di coordinamento, cioè lo strumento urbanistico dell’ente intermedio. «Lavorare di concerto con tutte le forze politiche in consiglio è stato un valore positivo – ha aggiunto Di Paolo – Ora però il lavoro deve proseguire, all’interno della commissione Territorio in Provincia, tenendo anche conto delle disposizioni del recente decreto legge del 21 novembre».