Mio figlio fa fatica a fare i compiti, impiega molto tempo a finire gli esercizi e continua a distrarsi e muoversi. Devo preoccuparmi?
Bambino che fa i compiti

Mio figlio fa fatica a fare i compiti, impiega molto tempo a finire gli esercizi e continua a distrarsi e muoversi. Devo preoccuparmi?

Risponde la dottoressa Giulia Casiraghi, terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva.

Buongiorno mio figlio ha otto anni, ho difficoltà a fargli fare i compiti, rimane sempre indietro a scuola e ci vuole molto tempo per finire tutti gli esercizi, continua a distrarsi e muoversi. Ho già fatto fare una valutazione specialistica ma non è venuto fuori nulla di significativo. Elena

Buongiorno, aver già effettuato una valutazione per escludere difficoltà alla base ci fornisce molte informazioni.

Provando a fare delle ipotesi, il bambino potrebbe non essere motivato, magari non trova interessanti gli argomenti affrontati, cosa che potrebbe benissimo essere. Provi a osservare per capire se fatica maggiormente con le materie di studio oppure in quali discipline.

Per quanto riguarda la lentezza nel finire gli esercizi, le consiglio di lavorare per piccoli obiettivi, per esempio suddividendo il lavoro e fra un obiettivo e l’altro inserire una attività breve, piacevole e gratificante, come una partita ad un gioco, una corsa, una canzone ecc ecc...

Un’altra strategia è quella di tenere una parte del cervello “impegnata”, mi spiego meglio, ci sono alcuni bambini che riescono ad apprendere meglio se sono impegnati contemporaneamente in una seconda attività, che possa essere disegnare, colorare, muoversi, manipolare oggetti.

Possiamo indirizzare e canalizzare tutta questa energia che a noi adulti a volte sembra di ostacolo per l’apprendimento. Il movimento che vede nel suo bambino, non è per forza qualcosa di negativo, ma il suo modo di essere.

Ci sono persone che hanno strategie di apprendimento varie come quella visiva, uditiva o cinestetica...sta a noi capirlo e facilitare quel funzionamento, senza cercare un modo di contrastarlo aspirando ad un modello che reputiamo universalmente più corretto.

Cerchiamo di capire cosa funzioni per quel bambino che abbiamo di fronte.

Se il suo bambino ha bisogno di muoversi, studiate e ripetete le cose associando i contenuti a movimenti oppure mentre fate attività motorie.

Potreste scoprire insieme un nuovo modo di fare le cose, avendo magari risultati migliori!

Giulia Casiraghi *

* Laureata all’Università di Milano Bicocca, è TNPEE - Terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva. Iscritta all’albo professionale dei terapisti della neuropsicomotricità dell’età evolutiva n°448. Si occupa di età evolutiva, in particolare segue bambini e ragazzi tra zero e 18 anni con disturbi del neurosviluppo. Lavora come libera professionista a Milano e nella provincia di Monza e Brianza. Per info: mail, Facebook, Instagram.


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