Prevenzione e vaccini: un convegno per i professionisti
Al via le vaccinazioni antifluenzale

Prevenzione e vaccini: un convegno per i professionisti

Sabato 7 ottobre, dalle 9 alle 17 all’auditorium “Residenza Il Parco” - Bcc di Carate Brianza, l’Ats Brianza ha organizzato un convegno diretto ai professionisti coinvolti nella profilassi vaccinale delle malattie prevenibili.

Sabato 7 ottobre, dalle 9 alle 17 all’auditorium “Residenza Il Parco” - Bcc di Carate Brianza, l’Ats Brianza ha organizzato un convegno diretto ai professionisti coinvolti a vario titolo nel percorso di pianificazione e messa in atto della profilassi vaccinale delle malattie prevenibili.
La giornata è patrocinata da Associazione culturale Pediatri, Ordine dei medici della Provincia di Monza Brianza e di quella di Lecco, Società italiana di Igiene medicina preventiva e sanità pubblica.

Il direttore sanitario dell’Ats, Silvano Lopez, sottolinea che «la vaccinazione è una strategia sanitaria preventiva efficace e sicura. La qualità dei vaccini a uso umano è oggetto di grande attenzione e la loro immissione in commercio avviene solo dopo una lunga fase di sperimentazione e accurate valutazioni sul rapporto rischio-beneficio, cui fanno seguito attività di monitoraggio post-marketing. Un’alta copertura vaccinale nella popolazione infantile riduce la circolazione dell’agente infettivo fornendo protezione individuale e proteggendo anche quei pochi soggetti che, per vari motivi, non possono essere vaccinati. Grazie a questo intervento molte malattie sono sotto controllo e altre potranno essere eradicate. Inoltre, con una popolazione europea che invecchia, la vaccinazione deve essere considerata una componente fondamentale delle strategie preventive necessarie per ridurre l’onere sociale ed economico delle malattie infettive e salvare vite umane. Diversi vaccini sono raccomandati in tutta Europa per gli anziani, perlopiù nella popolazione dai 65 anni in su, tenuto conto della loro maggiore vulnerabilità , per proteggerli contro malattie come l’influenza, le malattie da pneumococco, ecc».

Il cambiamento culturale degli ultimi anni, che da una parte fa riferimento in maniera sempre più sistematica e generalizzata a un “cittadino competente e responsabile delle proprie scelte di salute” e dall’altra fa i conti con la moltiplicazione dei soggetti che propongono un’informazione sanitaria, impone ai medici di padroneggiare questa materia in maniera esaustiva e di adeguare nel tempo le proprie competenze comunicative.


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