A Ruota Libera, l’editoriale del direttore: l’italiano e l’asterisco, maschera e volto del radicalismo “politically correct”
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A Ruota Libera, l’editoriale del direttore: l’italiano e l’asterisco, maschera e volto del radicalismo “politically correct”

L’evoluzione del linguaggio inclusivo nell’editoriale del direttore del Cittadino Cristiano Puglisi.

Ha tenuto banco questa settimana la scelta di un noto liceo torinese di impiegare l’asterisco in luogo di sostantivi o aggettivi connotativi dal punto di vista sessuale. Così termini come “studente” e “studentessa” saranno sostituiti dal neutrale “student*”. I suoi sostenitori sono convinti che questo modo di comunicare combatterebbe la discriminazione di genere. C’è chi, però, non è d’accordo. Tra questi la dirigente scolastica e già deputata brianzola Elena Centemero, che ha spiegato come, a suo modo di vedere, non sia l’asterisco a permettere “una vera inclusione”, bensì il “superamento delle disuguaglianze”, “delle discriminazioni” e “delle disparità”. Una presa di posizione di buonsenso. Soprattutto in un momento segnato da una crisi economica e sociale importante (dati recenti hanno segnalato come anche in Brianza sia aumentato vertiginosamente il ricorso al reddito di cittadinanza) che fa sì che i problemi più urgenti siano sicuramente altri. E se la maschera di certo radicalismo “politically correct” è quella della preoccupazione di vedere discriminate talune minoranze, il volto sottostante è quello della distanza ormai siderale di una circoscritta ma influente élite culturale dal Paese reale e dalle sue necessità: di lavoro, di reddito, di diritti sociali. Elementi la cui mancanza è (quella sì) la più grave forma di discriminazione del nostro tempo.


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